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    Nansen Fridtjof

    Bergen, Norvegia

    14

    May

    2017

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    Antece un guerriero di pietra vecchio 2500 anni

    84027 Sant'Angelo A Fasanella SA, Italia - 0.67 Km
    Nessuna immagine da visualizzare

    Nel cuore del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano vi è un monte detto “Costa Palomba”, che fa parte della catena degli Alburni, sito a circa 4 km dal borgo di S.Angelo a Fasanella. Chi si avventura sulla cima di questo monte, particolarmente rocciosa, troverà un’incredibile sorpresa: intagliata su una roccia vi è una meravigliosa scultura rupestre, databile al IV secolo avanti Cristo, perfettamente intagliata e conservata nella sua sagoma, rappresentata assieme allo scudo e a un’arma (una scure, probabilmente), che tiene legata alla cinta. L’inestimabile scultura prende il nome di Antece, termine cilentano che vuol dire semplicemente “Antico”. Il Monte Costa Palomba era sede di un antico castrum dei Lucani. I Lucani erano un popolo italico, diffuso nell’entroterra campano prima dei romani; un popolo pieno di tradizioni, che si scontrò tra il IV e il I secolo avanti Cristo dapprima con i Greci, poi con i Romani che avevano invaso la Campania. Il castrum era una superba fortezza situata sulla sommità di Costa Palomba, fortezza di cui si vedono i resti delle mura. Un luogo eccezionale, in quanto da qui i militari godevano di un panorama mozzafiato che spaziava in tutta la Valle del Calore, lungo il Fasanella e addirittura verso il mare: quando non c’è foschia, è possibile da questo punto addirittura ammirare in lontananza l’isola di Capri. Era, dunque, un luogo in qualche misura “sacro” dal punto di vista naturalistico, per la meraviglia della sua posizione. Com’è noto, i popoli antichi, greci in primis, erano soliti porre in zone particolarmente panoramiche i propri luoghi di culto. E l’Antece non fa eccezione: la scultura era infatti una sorta di icona religiosa pagana dei Lucani, dunque un simbolo votivo per i pellegrini dell’epoca. Antece, infatti, era la divinità pagana degli Alburni; tutti i Lucani erano tenuti a salire sul monte per adorarlo; i locali e anche chi era semplicemente di passaggio nella zona, attratti dalla fama della divinità e della statua, erano soliti chiedere profezie alla statua e compiere riti propiziatori, con l’ausilio di sacerdoti. Spesso si compivano sacrifici animali, per ingraziarsi la divinità. L’Antece era sito al centro di un sistema di fortificazioni; per questo, era una sorta di divinità guerriera, come si evince dalla descrizione della scultura: un guerriero vestito con il chitone, che era la tipica tunica dell’antichità (diffusissima tra i greci), fornito di scure e di scudo. Un guerriero a protezione della comunità lucana, cui, come abbiamo visto, si affidavano non solo i militari, ma anche donne e bambini per ottenere grazie. Un luogo, Sant’Angelo a Fasanella, pieno di storia: non lontano da Costa Palomba vi è la Grotta di San Michele Arcangelo; ma le origini sono molto più antiche; sul monte stesso vi sono addirittura tracce di oggetti in pietra che a quanto pare furono utilizzati, addirittura, da una comunità di uomini di Neanderthal, circa 40mila anni fa! Purtroppo, questo luogo così noto e adorato nell’antichità oggi è davvero poco considerato. Molti ignorano la presenza di questa magnifica scultura rupestre e il suo eccezionale ruolo rivestito nell’antichità. (tratto da CitizenSalerno)

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