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Basilica di San Nicola

Basilica Pontificia San Nicola Bari, Largo Elia Abate, 13, 70122 Bari, Italia

by Lara Kipling
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Overview

La basilica di S. Nicola costituisce l'edificio più importante del romanico pugliese. Costruita a partire dal 1087, data in cui le reliquie del santo vennero trafugate da parte di alcuni marinai baresi al santuario di Mira, costituì un modello obbligato per la costruzione di numerosi edifici della regione. Il trafugamento delle reliquie si oclloca in un momento in cui la città di Bari cercava di riprendere la supremazia nella regione dopo il periodo tormentato della salità al potere da parte dei Normanni. Le reliquie non vennero consegnate al vescovo della città ma al monaco benedettino Elia il quale riuscì ad ottenere da parte di Ruggero Borsa, figlio del Guiscardo, il permesso di costruire un nuovo santuario che sarebbe stato punto di riferimento del popolo barese contro il potere vescovile. La costruzione fu molto rapida se già nel 1089 il papa Urbano II consacrava l'altare della cripta in concomitanza con la traslazione delle reliquie. Avvenimenti luttuosi per Bari rallentarono la costruzione della chiesa almeno sino agli anni successivi il 1156 quando la città venne distrutta da Guglielmo I il Malo. La nuova campagna costruttiva portò alla definitiva consacrazione nel 1197. La facciata costituisce l'ultima parte della chiesa ad essere termminata e pertanto quella che più si differenzia dal progetto originale. Serrata tra due torri, la facciata è tripartita da lesene. In origine prevedeva un portico mai realizzato che doveva ricoprire un unico portale a profilo centinato. Il protiro venne aggiunto nella seconda fase costruttiva come anche i due portali laterali per dare maggiore risalto alla parte inferiore della facciata. Il fregio esterno dell'arco è ricoperto con un tralcio abitato, simbolo del tema eucaristico. Negli angoli due bassi rilievi bizantineggianti raffigurano due angeli che rivolgono no un'offerta a S. Nicola, raffigurato al centro della lunetta. Il fianco della chiesa è scandito da possenti arconi che ampliano in pianta la larghezza della navata per renderla pari a quella del transetto. Al di sopra si aprono cinque ariose logge esafore su capiteli a stampella. Gli arconi vennero chiusi nel XIV secolo per ricavare cappelle gentilizie all'interno della chiesa per poi essere ripristinati nei restauri del XX secolo. Sotto uno degli arconi si apre la Porta dei Leoni che costituisce l'insieme scultoreo ed architettonico più importante della chiesa. Ad un portale completamente circondato da una cornice ricoperta con un tralcio abitato si sovrappone un archivolto ricoperto con figurazioni di cavalieri armati. Intorno una cornice aggettante ricade su due colonne sorrette da leoni stilofori. Sugli stipiti e sull'architrave figure umane ed animali si dirigono verso un cantaro posto al centro. L'interno della basilica è stato profondamente alterato dalla costruzione dei tre archi trasversi a seguito del terremoto del 1456. L'arco più orientale si appoggia ai pilastri compositi che interrompono le file di colonne longitudinali. Gli altri due hanno richiesto di raddoppiare le colonne dei primi due ordini della navata mediante il riutilizzo di esemplari antichi ancora disponibili sul cantiere. Le navatelle sono ricoperte con volte a crociera i cui archi trasversali ricadono su semicolonne addossate alle pareti laterali. Un arco triplo con interessanti capitelli separa la navata dal transetto. Le absidi laterali sono di dimensione molto infersiore rispetto a quella centrale. Le facciate dei transetti sono aperte da due ordini di bifore; al di sotto si osserva il percorso sospeso che mette in comunicazione i matronei con le torri absida. Sotto il transetto si estende la cripta cui si accede attraverso due scalinate laterali. Divisa in trentasei campate voltate a crociera, presenta un insieme di capitelli molto interessante: la maggior parte sono stati eseguiti per la cripta tra il il 1087 ed il 1089.