mosaico-di-otranto

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Mosaico di Otranto

Via Basilica, 73028 Otranto LE, Italia

by Lara Kipling
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Overview

Il mosaico pavimentale della Cattedrale ha delle dimensioni considerevoli, estendendosi per tutta la lunghezza della navata principale, ed essendo costituito da circa 600.000 tessere policrome di composizione calcarea locale. Esso raffigura l’Albero della Vita e fu commissionato dal vescovo Gionata nel lontano 1163 e realizzato dal monaco Pantaleone dell’Abbazia di S. Nicola di Casale in Otranto, che terminò il capolavoro nel 1165. Una prima particolarità del mosaico è proprio il fatto di avere inciso su di esso il nome del proprio autore, in corrispondenza dell’entrata principale, fatto quantomeno inconsueto per l’epoca e dovuto probabilmente al privilegio di voler rendere merito all’artista come ringraziamento per la splendida riuscita del lavoro. Come detto, il significato che la maggior parte degli esperti dà alla rappresentazione è quello dell’Albero della Vita, ma ci sono teorie controverse e non si è mai giunti ad una conclusione in grado di soddisfare tutte le scuole di pensiero, facendo restare sempre un velo di mistero intorno all’opera. Ciò che è palese, comunque, è che attorno all’albero, che si estende dall’ingresso fino al presbiterio, si sviluppano una moltitudine di scene contenute nell’Antico Testamento, simbolo del tortuoso cammino compiuto dall’uomo per dirimersi tra i peccati e raggiungere la salvezza eterna: le vicende di Adamo ed Eva, quelle di Caino, Abele, la concezione dell’Inferno e del Paradiso. Non mancano, però, i riferimenti mitologici e storici come quelli a Re Artù e Alessandro Magno. Molto suggestiva è anche la raffigurazione dei dodici mesi dell’anno cui è dedicata una parte circolare oltre alla rappresentazione delle relative fatiche stagionali. La ricchezza e la varietà degli elementi e dei simboli presenti è un’ulteriore testimonianza di quanto Otranto abbia sempre rappresentato un punto d’incontro fra culture, fra popoli, fra diverse correnti artistiche e culturali. La posizione geografica di cui gode la città ha facilitato l’incontro e lo scambio fra Occidente e Oriente, esponendo spesso il luogo ad attacchi ed invasioni che hanno più che favorito, imposto la propria cultura. Dopo millenni di storia ciò che rimane è una serie di tesori, impronte, segni del passaggio di popoli diversi, che hanno arricchito anche e soprattutto dal punto di vista artistico i tesori otrantini.