pieve-di-serravalle

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Pieve di Serravalle

43040 Varano de' Melegari PR, Italia

by Lara Kipling
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Overview

Piccolo nucleo, di remotissima origine situato poco a monte di Varano dè Melegari (Parma), a due passi dal torrente Ceno e dalla Via Francigena. Serravalle è l’antica “Valium”. Quella dedicata a San Lorenzo, la cui esistenza è accertata fin dal 1005, è una delle più remote pievi del Parmense, la sola per altro ad avere un edificio indipendente, ed apposito, per la celebrazione del Battesimo: sacramento che, nel medioevo, era amministrato fra tutte le chiese di un determinato territorio (detto pievato), solo dalla pieve. Ed è proprio il Battistero, di forma ottagonale, in pietre squadrate, con copertura del tetto in piane, a meritare una particolare attenzione. Risalente al X-XI secolo (ma secondo alcuni studiosi e storici è ascrivibile addirittura ai secoli VIII – IX, è caratterizzato da due portali di accesso ed è illuminato da quattro monofore. L’ottagono della pianta, comune a molti battisteri costruiti nell’Italia centro-settentrionale tra il V e il XIII secolo, è ritenuto da Sant’Ambrogio la forma ideale per questo tipo di edifici, in quanto il numero sette indica la vita terrena (con i sei giorni della creazione e il giorno del riposo di Dio) e il numero otto indica invece l’ottavo giorno, ovvero il mondo ultraterreno, quello della risurrezione a cui il battesimo inizia. Ma l’Ottagono cela, nel suo significato, anche altri aspetti. L'Ottoade, o Ottonario, è l'entità numerica e simbolica rappresentata dal numero Otto. Numero, questo, che evoca il doppio quaternario, uno attivo ed uno passivo, e riassume l’equilibrio costruttivo delle forme, dei temperamenti e delle energie cosmiche. Nella tradizione esoterica, sono parecchi i simboli sono ispirati dal numero otto. Anche i Cavalieri Templari, nel loro complesso simbolismo, avevano particolare predilezione per il numero otto: la Croce delle Beatitudini, che soprattutto nei primi tempi fu il loro emblema ufficiale, è derivata proprio dall’ottagono. Originariamente le pareti dovevano essere dipinte e sono caratterizzate da una muratura a corsi, scandita negli angoli da semicolonne alternati a pilastri, culminanti in semplici capitelli. Uno soltanto di questi è scolpito e vi sono raffigurati un volto e un uccello: probabilmente simboli degli evangelisti Luca e Giovanni. In particolare, il volto è caratterizzato da occhi rimarcati con la pupilla definita a piombo; è incorniciato da una capigliatura aderente al capo in strisce parallele e ondulate che si dipartono da un ciuffo centrale, sormontata da un copricapo. Sia il volto che i tratti dell’aquila dal piumaggio molto ben definito fanno ricondurre il capitello al XII secolo. La pieve ed il battistero, così come altri edifici analoghi di queste vallate, insiste sull’area di un antico insediamento romano. Questo è confermato anche dal ritrovamento, avvenuto ormai anni orsono, di un’ara votiva in marmo bianco dedicata al culto di Diana, ritrovata murata in una parete del Battistero, ora conservata al Museo Archeologico di Parma. Da sempre l’edificio richiama l’attenzione degli studiosi e, per la presenza dell’ara e di altri reperti romani, si ritiene che fosse, in precedenza, un luogo sacro per i pagani, dedicato appunto a Diana. Da evidenziare che l’adiacente chiesa plebana di San Lorenzo, fu ricostruita completamente dopo il crollo avvenuto nel XIV secolo e restaurata nel 1796, nel 1814 e nel 1927. La chiesa ha oggi pianta ad aula con abside semicircolare e cappelle laterali.