grotte-di-osimo

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Grotte di Osimo

60027 Osimo AN, Italia

by Lara Kipling
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Overview

Il sottosuolo della città di Osimo è percorso da una fitta rete di cunicoli e ambienti sotterranei scavati a più livelli, che fanno di questo posto un luogo di misteri. Vi era il più antico stanziamento Templare dal 1167 al 1317. Le Grotte sono una città sotterranea da scoprire lentamente, scrigno prezioso custode di bassorilievi a carattere religioso ed anche esoterico. Osimo sotterranea è un labirinto intriso di antiche simbologie alchemiche, molte delle quali imputabili alla presenza dell’Ordine Cavalieri di Malta e Templari, che in questo luogo svolgevano le loro iniziazioni. Inoltre, questi labirinti sono popolati anche da incisioni, mostri fantastici e statue di divinità pagane come Mitra e Dionisio. Ad oggi sono state censite ben ottantotto grotte e nicchie che si estendono per ben 9000 metri, su diversi livelli e piani, collegate tra loro da pozzi: un dedalo interminabile di cunicoli scavati a mano nell’arenaria. Le Grotte del Cantinone si snodano per un tratto di circa 300 m al di sotto del Mercato Coperto e del Santuario di San Giuseppe da Copertino. Appena scesi, si rimane colpiti nel vedere sulle friabili pareti di arenaria i segni del lavoro dell’uomo. I rudimentali strumenti di scavo utilizzati fanno pensare ad un ampliamento delle gallerie in epoca medievale, ma la loro origine potrebbe essere molto più antica e risalire fino ai Romani e ai Piceni, come suggeriscono gli antichi pozzi con le pedarole. Nei crocevia si può rimanere un po’ disorientati, ma ricordiamo che un tempo lo scopo principale era proprio quello di dissuadere e disperdere eventuali intrusi e nemici. Potete stare tranquilli: la guida a questo punto vi mostrerà un piccolo stratagemma per non sbagliare strada. I bassorilievi e le figure che si possono ammirare nella Grotta del Cantinone sono prettamente di tipo religioso ed esprimono un uso rituale di culto. Grotte Piazza Dante Scendendo nelle vecchie cantine dell’elegante Palazzo Fregonara-Gallo, dietro le botti impolverate, è possibile varcare la soglia di un mondo sotterraneo davvero suggestivo: sono le Grotte di Piazza Dante. Disposte su due livelli di profondità, a 10, 5 metri dalla piazza da cui prendono il nome, queste grotte appaiono di fattura più recente rispetto a quelle del Cantinone, ma vi sorprenderanno per la presenza di enigmatici altorilievi e di simbologie a carattere esoterico, inquadrabili tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Nei palazzi sovrastanti affacciati sulla piazza, hanno vissuto personaggi storicamente legati alla carboneria e affiliati a logge massoniche, come il Conte Cesare Gallo. In superficie troviamo anche Palazzo Campana, sede di un importante collegio maschile fondato agli inizi del Settecento che fu certamente veicolo del pensiero illuminista nella città. Non è difficile perciò immaginarsi questi nobili e dotti signori scendere dai rispettivi alloggi per incontrarsi nella sala circolare sotterranea e svolgere rituali di tipo iniziatico, lontano da occhi indiscreti. Durante la Seconda Guerra Mondiale queste grotte, come altre, furono adibite a bunker antiaereo ma qui ciò che impressiona di più è leggere l’enorme quantità di date e nomi incisi sulle pareti a testimonianza di quei tempi difficili. Grotta Simonetti L’ipogeo che si estende al di sotto di Palazzo Hercolani Fava Simonetti è qualcosa di unico nel suo genere. Conserva al suo interno il simbolo della Triplice Cinta, probabilmente la meglio conservata in Italia fra quelle finora rinvenute. Si dice che i Cavalieri Templari la utilizzassero per contrassegnare un luogo a loro sacro o indicare la concentrazione di particolari energie telluriche. Tra le croci a otto punte invece, colpisce una croce patente realizzata in cotto che appare incastonata nell’arenaria. Ulteriori tracce sembrano confermare le ricerche degli studiosi che riconducono queste simbologie ai Gerosolimitani e Ospitalieri di Malta, ordini discendenti dai Cavalieri Templari di cui hanno fatto parte alcuni membri delle nobili famiglie Sinibaldi e Simonetti residenti nel palazzo. Esplorando le profonde gallerie, ad un certo punto, ci si imbatte in una piccola fessura dentro una nicchia posta al di sotto della sala circolare presente nella grotta. E’ affascinante pensare come questa apertura potesse permettere ad eventuali adepti di ascoltare, ma non di vedere in volto i partecipanti della riunione. La Grotta Simonetti è di proprietà privata, per cui non è illuminata artificialmente come lo sono le Grotte del Cantinone o di Piazza Dante e per visitarla è bene portarsi una torcia, nonostante il percorso sia sempre guidato e suggestivamente illuminato dalle candele.