archi-di-san-lidano

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Archi di San Lidano

04010 Sezze Scalo LT, Italia

by Lara Kipling
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Overview

Fa un certo effetto constatare che il terreno qui è perfettamente in piano e non esiste alcun corso d'acqua da scavalcare. Il fiume che sottopassava il ponte fu infatti prosciugato negli anni trenta a seguito delle opere di regolazione delle Acque Alte delle Paludi Pontine. L'antico ponte, interamente in opus quadrata, era al servizio di una strada abbastanza importante che collegava la Via Appia a Setia ( Sezze). Questo monumento si trova, isolato, presso un incrocio stradale ai piedi dei Monti Volsci-Lepini, nel versante pontino. Siamo in una zona pianeggiante posta tra i monti e la Via Appia la quale corre a quota più bassa non molto lontano da qui; la strada che sfiora gli archi è parallela a quella importante via (e questa è una circostanza che si lega all'origine di questo che era il ponte di un percorso collegato all' antica Via Appia). Questa è una zona agricola, appena sopra il livello delle ex Paludi Pontine e qui oggi sono presenti anche fiorenti coltivazioni di kiwi. Il nome degli Archi deriva dal monaco (divenuto poi Santo) che aveva riutilizzato questo ANTICO PONTE ROMANO nella sua opera di bonifica della palude, condotta nell'XI secolo in concomitanza con la FONDAZIONE DI UN VICINO MONASTERO (S. Cecilia) ora scomparso. Questo Ponte era di EPOCA REPUBBLICANA, (probabilmente del II a.C.) e la strada per cui era stato costruito era un tratto viario che si staccava dal XLI miglio dell'antica Appia e si portava sotto SETIA (ANTICA SEZZE) proseguendo quindi per Privernum da cui si poteva raggiungere la Via Latina (nella Valle del Sacco) ovvero anche Terracina. Fece probabilmente parte anche del percorso alternativo all'Appia che, qualche secolo dopo, NERVA CREO' PER AGGIRARE LE PALUDI quando esse creavano problemi per raggiungere da Forum Appii la porta Nord di Decennovium (Terracina). IL PONTE DETTO 'ARCHI DI SAN LIDANO' Il monumento è in opus quadratum (costruito con grandi blocchi di pietra locale) ed era originariamente formato da TRE ARCATE A TUTTO SESTO, per una larghezza di m. 4,50 ed una lunghezza di m. 13,50. Dell'antica costruzione sono riconoscibili solo l'ARCO CENTRALE (integro) e uno degli archi di rampa (malridotto) mentre resti dell'altro arco di rampa si osservano nel terreno circostante; nessuna traccia del corso d'acqua che sottopassava il Ponte. L'età di questo Ponte corrisponde all'EPOCA DEL MASSIMO SPLENDORE DI SETIA, di cui peraltro rimangono nel territorio molte tracce (come i resti maestosi della Villa alle Grotte e la Tomba detta La Torre); nella stessa Sezze si conservano tratti di mura ed altri resti romani. La zona è molto importante anche per la preistoria italiana: qui vicino si trova l' Arnalo dei Bufali, grotta dove fu rinvenuta una famosa raffigurazione schematica di uomo, dipinta in ocra rossa (del Paleolitico, ora al Museo Pigorini di Roma). A Sezze sorge un interessante Antiquarium dedicato ai numerosi ritrovamenti archeologici ed altre testimonianze romane, preromane e preistoriche locali.