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Parco archeologico di Tindari

98066 Tindari ME, Italia

by Lara Kipling
99+

Overview

La città greca di Tyndaris fu fondata da Dionigi di Siracusa intorno al 396 a.C. in un lembo del territorio dell'antica Abacaenum in formidabile posizione strategica, già sede di un abitato dell'età del bronzo (facies di Rodì-Tindari-Vallelunga); assoggettatasi a Roma dopo il 257, conobbe un florido sviluppo a cui si alternarono momenti di crisi, fino ad essere distrutta dagli Arabi nell' 836 d.C. Esplorata e studiata già nel XVIII e nel XIX secolo, fu oggetto di indagini sistematiche e di impegnativi interventi di restauro dal dopoguerra agli anni '70, sotto la direzione di L. Bernabò Brea e di M. Cavalier e con la collaborazione di N. Lamboglia dell'Istituto di Studi Liguri. LE MURA Le mura, di cui si misero in luce tratti cospicui nel 1955-56 (F. Barreca, N. Lamboglia) costituiscono anche per la loro buona conservazione uno dei più imponenti complessi di fortificazioni della Sicilia greca. Attraversate da postierle, sono interrotte dai grandiosi apprestamenti difensivi della porta urbica principale, che si apriva al fondo di una tenaglia semicircolare, protetta da due grandi torri. IL TEATRO Sorto in età greca, probabilmente nel corso del IV sec. a.C., e ampiamente modificato in età imperiale, il teatro di Tindari è posto in posizione scenografica, con la cavea volta verso il mare. Fu oggetto di due impegnative campagne di restauro nel 1938 (G. Cultrera) e tra il '60 e il '66 (L. Bernabò Brea). LA BASILICA Il monumento noto tradizionalmente come "Ginnasio o Basilica" è in realtà un propileo monumentale della grande agorà che costituiva il centro della vita cittadina. Tutta la parete a valle della grande galleria, crollata prima dell'età bizantina, ma i cui i blocchi erano rimasti in regolare disposizione sul pendio, fu rialzata nel 1956, come anche la fronte del propileo verso il teatro, dei cui archi si poté ritrovare la maggior parte dei blocchi. L'IMPIANTO URBANO Fra il 1949 e il 1956 gli scavi fatti nell'area urbana hanno permesso di riconoscere le linee fondamentali dell'impianto, costituito da grandi strade paralleli (decumani) intersecate ortogonalmente da minori strade in ripido pendio (cardines). L'INSULA IV Lo scavo dell'insula IV fu condotto negli anni 1950-1955 da D. Restagno e M. Cavalier (nota – portate prima di D. Restagno) . L'insula si adagia su un ripido pendio ed è composta da una serie di edifici distinti. Sulla terrazza più bassa, al livello del decumano inferiore, è una serie di sei tabernae. Sulla terrazza successiva si adagia una casa di abitazione dotata di un grande cortile-peristilio quadrato con giardinetto mediano e cisterna sul quale si apriva il tablinum. La parte più alta dell'insula, infine, era occupata da un unico edificio termale con bella pavimentazione a mosaico , che si estendeva su due terrazze consecutive poste in lieve dislivello. (luigi Bernabò Brea)