teatro-francesco-cilea

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Teatro Francesco Cilea

Piazza Vittorio Emanuele II, 89016 Rizziconi RC, Italia

by Lara Kipling
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Overview

Lo stile classico e sobrio, un foyer elegante, il grande sipario rosso sul proscenio seppur di piccole dimensioni, il Teatro "Cilea" si presenta raffinato nell’architettura e negli arredi soprattutto dopo il restauro che lo ha restituito dopo oltre un decennio alla città. L’edificio sorge nell’area che prima del terremoto del 1908 era occupata dal Palazzo Municipale (ex convento dei Domenicani). La storia costruttiva del teatro è stata caratterizzata da numerosi intralci, interruzioni e varianti in corso d’opera: il progetto redatto nel 1919 venne appaltato a vari stralci, interrotto numerose volte per mancanza di fondi e completato negli anni trenta. Dal punto di vista formale si articola in tre corpi di fabbrica: il primo quello che si affaccia sul corso Garibaldi è quello che maggiormente esprime i caratteri di monumentalità. Esso è costituito da un corpo centrale sporgente porticato al piano terra e acui si accede attraverso una scalinata centrale e due rampe laterali carrabili. Dal portico si passa all’atrio realizzato su due livelli e caratterizzato da colonne raffinate e rivestimenti in marmo. Subito dopo l’atrio si accede al secondo corpo di fabbrica, la sala centrale, che presenta la caratteristica forma ottocentesca a ferro di cavallo, raccordata al palcoscenico da un boccascena. Si sviluppa in altezza in tre ordini di palchi e un loggione interrotti nella parte centrale da un palco d’onore. I palchi erano segnati da setti murari che sostituivano le colonne previste dalla prima stesura del progetto. La sala, sottoposta a diverse varianti, aveva una copertura a cupola con capriate a calotta metallica. Dalla sala si arriva alla torre scenica costituita dal palcoscenico, dai camerini e dai depositi. Esternamente l’edificio mantiene la divisione in tre elementi, valorizzandone il gioco dei volumi. Il prospetto del corpo anteriore è caratterizzato da due parti distinte che segnano i due piani: la prima costituita da una serie di fasce orizzontali in graniglia martellata che terminano in una trabeazione con decorazioni a triglifi; la seconda invece caratterizzata dall’andamento di colonne composite abbinate e alternate da finestre arcuate o con trabeazione a timpano. Al disopra delle colonne si legge una trabeazione ed un frontone sul quale, in corrispondenza delle colonne, si trovano dei bassorilievi con testa di musa. All’esterno la sala interrompe il paramento murario dei prospetti staccando con le sue superfici curve il corpo anteriore da quello posteriore. Quest’ultimo è contraddistinto da un frontone che da sulla via del Torrione: si tratta dell’elemento più alto di tutto l’edificio che consta di tre ordini di finestre di cui l’ultima arcuata. La prima inaugurazione del Teatro avvenne nel 1931. Nel secondo dopoguerra la sala del Teatro Cilea veniva ampliata, data nuova forma alla linea dei palchi, il soffitto diventava sontuoso imponente, ed il boccascena con la nuova cavea per l'orchestra molto elegante; il Cilea divenne così una struttura tra le più belle e funzionali d'Italia e viene reinaugurato dal sindaco Domenico Mannino il 25 febbraio del 1964 con l'opera Il Trovatore di Giuseppe Verdi. Per circa un ventennio, la struttura accoglie compagnie di prosa, varietà e teatrali, che vantavano i più bei nomi del panorama artistico italiano ed internazionale del dopoguerra. Nel 1985 la commissione di vigilanza della prefettura dichiara inagibile il teatro per necessari radicali lavori di ristrutturazione e di adeguamento alle più recenti norme antincendio. Finalmente, dopo quasi diciotto anni di interminabili lavori, il Teatro Comunale Cilea è restituito alla città di Reggio, pronto a proseguire la sua gloriosa tradizione artistica e culturale, accogliendo gli artisti più importanti di questo primo scorcio del XXI secolo. Dal 2008 alcuni locali dell’edificio ospitano la Nuova Pinacoteca Civica.