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I Giganti della Sila

87058 Spezzano della Sila CS, Italia

by Lara Kipling
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Overview

La Riserva naturale I Giganti della Sila, nota anche come Riserva naturale del Fallistro dal nome della località in cui si trova, è un'area naturale protetta. I "Giganti della Sila" o "Giganti di Fallistro", sono pini larici ultracentenari di dimensioni maestose. Il nome "Sila" deriva da un'espressione osca equivalente al latino "silva", ossia "selva", "bosco". I Romani chiamavano l'area della Sila, compreso l'altopiano delle Serre e l'Aspromonte, "Silva brutia", da cui deriva il nome attuale. La riserva è quindi l'ultimo residuo dell'antica foresta silana, presente fino agli inizi del Novecento, e che venne poi in gran parte tagliata dapprima con l'Unità d'Italia, quando venne sacrificata per rifornire di legname pregiato il giovane Regno, e poi nell'immediato secondo dopoguerra, come pegno da pagare agli alleati britannici e americani, per aver liberato il paese. Secondo alcuni studi effettuati su campioni di legno, parte della riserva risalirebbe invece agli anni 1620-1650. Tutte i 56 "giganti" presenti nella Riserva sono ultra secolari, fino ai 350 anni, mentre altre piante, sempre presenti nella Riserva, hanno circa 150 anni. Recentemente sono nati in maniera spontanea altri Pini Larici di età inferiore ai 30 anni. Gli ultimi eredi della famosa Selva brutia. Un luogo maestoso dove si respira l'aria forse più pulita d'europa. Sull'intera superficie della riserva, di 5 ettari c.a., sono visibili vari stadi di sviluppo del bosco di pino, dalla giovane rinnovazione naturale di 5-10 anni, passando per la giovane fustai di 60-80 anni e per la fustai adulta di 100-120 anni, sino ad arrivare al bosco plurisecolare di 380 anni. Gli esemplari ultracentenari di enormi dimensioni, presentano tronchi che possono raggiungere i 45 metri di altezza (in media 35 m) e un diametro alla base che va dai 71 ai 190 cm. Per queste loro caratteristiche, i Giganti della Sila sono paragonati alle sequoie nordamericane. Accanto alle 56 eccezionali piante di pino laricio che, con i loro tronchi, formano un colonnato naturale, vi sono anche sette aceri di monte, meli selvatici, faggi, castagni, pioppi tremuli e aceri montani. Il sottobosco non è molto ricco e, solo nelle piccole radure sono presenti numerose felci. Tutte le 56 piante sono state catalogate dal Corpo Forestale dello Stato, che ha realizzato e installato in prossimità di ogni pianta, una tabella informativa sulla pianta stessa, nella quale viene indicata l’altezza e l’età della pianta, la specie e il diametro del tronco. La Riserva non è aperta tutto l’anno. Il suo accesso è programmato solo nel periodo estivo, da giugno fino a metà autunno, sino a fine ottobre