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Colosso di S.Carlo Borromeo

Via S. Carlo, 28041 Arona NO, Italia

by Lara Kipling
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Overview

La famiglia Borromeo nel territorio del Lago Maggiore è senza dubbio uno dei nomi più influenti in secoli di storia. Dalle Isole Borromee fino ai monumenti siti nelle varie città che si affacciano sul lago, tra turisti e cittadini, la stima per San Carlo Borromeo sembra davvero inesauribile. Proprio ad Arona nel lontano 1538 Carlo Borromeo, vescovo di Milano, era nato per poi trasferirsi a Milano circa vent’anni dopo dedicando la sua vita non solo alla preghiera, ma anche a riforme importanti per la Chiesa. Alla sua canonizzazione l’arcivescovo di Milano e cugino del santo, Federico Borromeo, decise di dedicare a Carlo una statua nel suo paese di origine, su un monte sacro a ridosso della città, così imponente da poter essere vista anche dall’altra sponda del lago. Giovanni Battista Crespi, dunque, chiamato il Cerano, fu incaricato del lavoro ma l’opera finì molti anni dopo, nel 1698. Lastre di rame, bronzo, un insieme di tiranti e chiodi resero la statua davvero perfetta, tanto da poter essere considerata, oggi, uno dei colossi d’Italia. Oltre 23 metri di altezza per la statua, posizionata a sua volta su un piedistallo di 11 metri: il Sancarlone, come venne chiamato, era solenne ed aveva un fascino del tutto particolare. L’interno della statua è completamente visitabile. Grazie a delle piccole scalette, infatti, si può arrivare fino in cima, in gruppi di 6 persone per volta che potranno, attraverso i fori del viso della statua, gustare un panorama unico al mondo. Sul Sancarlone esistono delle leggende e delle curiosità davvero sorprendenti. Pare che la statua, ad esempio, sia stata la fonte di ispirazione per Frederic Auguste Bartholdi, l’uomo che ha progettato la Statua della Libertà a New York. L’artista, dopo aver visto il Colosso di San Carlo e letto del Colosso di Rodi, ne rimase affascinato e colpito al punto da voler ripetere il capolavoro utilizzando nuovi materiali. Su progetto di due colossi europei, dunque, il Bartholdi pensò di portare un simbolo dal grande rilievo artistico anche nel Nuovo Mondo, con la statua che oggi è uno dei più grandi monumenti nel panorama mondiale.