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Palazzi dei Rolli

  • Via Garibaldi, Genova, Italia
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Genova è una città dalle mille bellezze. Molti rimangono incantati dal paesaggio, una stretta lingua di terra tra i monti e il mare. Ma provate a vedere Genova dall’alto.

Palazzi dei Rolli sono il simbolo della grandezza economica che ebbe la Repubblica di Genova tra il Cinquecento e il Seicento, in quegli anni a cavallo tra il Rinascimento e Il Barocco che hanno definito l’aspetto attuale della città.

Le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli, costituiscono per l’uniformità dell’impianto urbanistico e per le caratteristiche architettoniche dei palazzi uno straordinario modello di lottizzazione residenziale nobiliare rimasto al centro della città moderna.

Rappresentano una cerniera tra le vie medievali a sud e le strutture di traffico contemporanee a nord, come il frammento più prezioso dell’anello cinque-seicentesco. Su questa via si trovavano oltre cento palazzi di nobili famiglie cittadine che venivano sorteggiate da liste ufficiali (i rolli), una singolare identità sociale ed economica che inaugura l’architettura urbana di età moderna in Europa. 

Il 13 luglio 2006 i palazzi dei rolli e le strade nuove di Genova sono stati dichiarati Patrimonio dell'Umanità

Il sistema dei Palazzi dei Rolli di Genova rappresenta una forma di gestione dell'accoglienza pubblica per la quale i proprietari di alcuni palazzi nobiliari erano tenuti, in base a un decreto del Senato del 1576, ad accogliere gli ospiti della Repubblica di Genova. Le famiglie nobiliari genovesi che li possedevano, e che vi abitavano, avevano quindi l’onore e l’impegno di partecipare con lo sfarzo della propria dimora al consolidamento dell’immagine e del ruolo diplomatico della città.

 

I Rolli, dal nome dei rotoli che costituivano i registri ufficiali delle dimore nobiliari, erano lo strumento di una gestione in cui gli interessi privati e gli interessi pubblici si intrecciavano fra di loro. Tale commistione era resa possibile da una organizzazione della cosa pubblica di stampo medievale, che vedeva la Repubblica partecipata da un sistema di rappresentanze familiari (Alberghi) e che faceva quindi coincidere gli interessi della città con quelli dei nobili genovesi.

Le prestigiose dimore erano schedate in cinque elenchi, i “Rolli degli alloggiamenti pubblici”, datati 1576, 1588, 1599, 1614 e 1664. Erano catalogate a seconda della loro importanza, bellezza e capienza e venivano estratte a sorte, con i nomi dei proprietari chiusi entro bussoli e pescati in caso di bisogno.

Sebbene i vari palazzi presentino soluzioni progettuali differenti, in modo da adattarsi alla topografia locale, essi presentano alcune comuni caratteristiche. Gli edifici hanno tre o quattro piani, l’ingresso con spettacolari scalinate, cortili e logge con vista sui giardini. Le decorazioni interne presentano stucchi e affreschi.

 

Complessivamente, i Palazzi dei Rolli coprono 15.77 ettari. La buffer zone di 98.73 ettari attorno alle Strade Nuove copre l’intero centro storico.

Ad ogni modo, oggi i Palazzi dei Rolli sono 42 e sono stati riconosciuti nel 2006 come Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO; alcuni di essi ospitano ormai musei, gallerie nazionali, università, altri sono rimasti abitazioni private.

 Se dovessimo scegliere 5 palazzi dei Rolli che, secondo noi, non possono non essere visitati, citiamo:

  1. Palazzo Interiano Pallavicino (piazza Fontane Marose, 2): inserito da Rubens nella raccolta dedicata ai palazzi di Genova, presenta una facciata interamente dipinta, per mano dei fratelli Calvi, che mostra i simboli delle quattro virtù cardinali: Prudenza, Temperanza, Giustizia e Fortezza
  2. Palazzo Pallavicino Tobia (Camera di Commercio) in via Garibaldi 4: celebre la sua galleria dorata, che narra le Storie di Enea grazie a un apparato in stucco e legno dorato; dal 1922 è della Camera di Commercio 
  3. Palazzo Rosso o Palazzo Rodolfo e Francesco Brignole Sale in via Garibaldi 18: al suo secondo piano custodisce affreschi dei principali protagonisti del barocco genovese (come De Ferrari e Piola) e la Loggia delle Rovine; da poco ristrutturato, presenta in questo periodo anche un curato percorso espositivo su Rubens
  4. Palazzo Bianco o Palazzo Luca Grimaldi in via Garibaldi 11: danneggiato dai bombardamenti e riaperto al pubblico nel 1950, conserva importanti opere e collezioni, oltre a un sontuoso giardino che si affaccia su Strada Nuova
  5. Museo di Palazzo Reale o Palazzo Balbi Stefano in via Balbi 10: è uno degli edifici più scenografici della città, con una terrazza a mare e due scaloni simmetrici monumentali; nel 1842 come residenza reale per la famiglia Savoia e custodisce affreschi di artisti famosi oltre a una grande galleria degli specchi, che ricorda non poco quella della Reggia di Versailles, affrescata da Domenico Parodi.

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