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I Ciechi di Bruegel

Via Miano, 2, 80131 Napoli NA, Italia

by Lara Kipling
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Overview

C’è un quadro che viene inevitabilmente alla memoria, quando si cita la parabola evangelica del cieco che guida un altro cieco riportata da Luca (VI,39) e da Marco (XV,14): l’opera di Pieter Bruegel, conservata alla Galleria Nazionale di Capodimonte. Le figure di cinque uomini, camminando in fila indiana, ognuno appoggiandosi a quello che lo precede, attraversano da destra a sinistra la lunga tela rettangolare (86 x 154 cm) de “La parabola dei ciechi” e ne dominano la composizione. Un sesto uomo, quello che era in testa alla fila, rappresentato all’estrema sinistra, si scorge solo poi: è caduto in un fosso e vi giace con le mani tese verso l’alto. Quello che lo segue, che rivolge allo spettatore un indimenticabile sguardo fatto di orbite che han perso gli occhi, sta per fare la stessa fine. Regge un bastone con cui guida il terzo di quella fila, con lo sguardo perso nel nulla, che restandogli aggrappato, inevitabilmente lo seguirà nella caduta. Anche gli altri tre, pure evidentemente ciechi, seguiranno lo stesso destino; è solo questione di pochi passi e di pochi istanti. E questo uno degli ultimi quadri che Bruegel dipinse (lo completò nel 1568, un anno prima della sua morte, avvenuta quando l’artista era in medio aetatis flore) ed è uno splendido esempio della sua raggiunta maturità. L’attenzione ai dettagli che era stata del Bruegel giovane, e che è di tutta la pittura fiamminga prima di lui, è ancora evidente e la sua capacità di rendere il grottesco della figura umana, che anche nella sensibilità del grande pubblico lo associa al Bosch, permane intatta, ma sono, la prima come la seconda, temperate da una differente sensibili