L’Abbazia di Santa Maria venne eretta dai monaci benedettini a Moie, in provincia di Ancona, dopo la bonifica del territorio. La chiesa, emblema della città, era ubicata in mezzo alla selva detta Santa, in una zona boscosa indicata come Silva Carpineta, al margine della riva sinistra dell’Esino. Situata lungo l’antica via Flanbenga, l’abbazia di Santa Maria fu fondata all’inizio del XI secolo dalla famiglia Attoni-Alberici-Gozoni come monastero privato. La chiesa è costruita con pietre squadrate di arenaria giallastre. È divisa in tre navate, con quella centrale leggermente più alta di quelle laterali, che terminano con un’abside semicircolare a est. Sul lato nord ci sono due absidi decorate che sporgono verso l’esterno. All’entrata è posto un atrio a pianta quadrata e fiancheggiato da due ambienti, il sinistro accoglie una scala a chiocciola. Il bel portale è decorato con intrecci di foglie e fiori. Gli elementi più interessanti dell’Abbazia di Moie sono le absidi e soprattutto la pianta a croce greca immissa, uno schema riferito ad una influenza bizantina che convive con un’architettura lombarda, in particolare nel trattamento sobrio delle superfici murarie esterne, con archetti ciechi e lesene. Le peculiarità costruttive dell’Abbazia si riscontrano in altre costruzioni religiose marchigiane e non, ad esempio la Chiesa abbaziale di Santa Maria di Portonovo di Ancona, la Cattedrale di Bobbio e San Giovanni a Como dove, come a Moie, la campata d’ingresso che si trova fra le due torri viene combinata con un matroneo.L’interno, in penombra, è molto suggestivo e dal punto di vista artistico presenta alcune opere da ammirare. Sono presenti una pittura murale del XVI secolo raffigurante sant’Antonio Abate, una tavola dedicata a Maria col Bambino opera di un pittore anonimo e sull’altare principale un crocifisso del XVIII secolo. Un dipinto della Madonna alla quale è dedicata la chiesa, invece, ornava l’altare maggiore. La Madonna della Misericordia è molto venerata nella Vallesina e nelle Marche, infatti ne esistono diverse riproduzioni.