Aiello ha conquistato la fama di “paese delle meridiane”, un patrimonio gnomonico ricchissimo che annovera oltre 100 meridiane (circa una ogni venti abitanti), ma il numero è in continua crescita. Non esiste nessun luogo al mondo che presenta tanti orologi solari in uno spazio così contenuto. La presenza è tale da poter organizzare dei veri e propri itinerari alla loro scoperta. Motivo per cui il paese viene idealmente diviso in sette zone. La zona 1, chiamata “Banda Crauì”, lungo le vie Marconi, Alfieri e Casa Bianca ne include 12; la zona 2, detta “La Vila”, vicino alla Chiesa, ne annovera 11, tra cui la particolare sfera armillare; la zona 3, soprannominata “Borc dai Fraris”, tra via Battisti e via dai Fraris ne registra 10; la zona 4, denominata “Pascut”, tra via Petrarca e via Alighieri ne contiene 33, di cui 20 inserite nel Museo della Civiltà Contadina del Friuli Imperiale; la zona 5, nominata “Moravissa”, ne accoglie 12, distribuite tra via Manzoni e via Cavour; la zona 6, denominata “Banda Uànis”, ne comprende 15 lungo via Cavalleria, tra cui il complesso gnomonico Meridiana Universale; infine la zona 7, detta “Uànis”, nella frazione di Joannis, ne custodisce 15. Ma da dove nasce questa peculiarità? In realtà non è mai esistita una tradizione storica e tutto è nato, un po’ per caso, quando agli inizi degli anni Novanta i professori Franco e Carlo Bressan, grazie al coinvolgimento di alcuni studenti, realizzarono sul muro della scuola il primo quadrante solare (anche se in realtà il primato spetta al mulino Brandis o Sardon nell’800). Successivamente Carlo ne costruì altri: uno a Molin Novacco e l’altro sulla cantina Perini. Fino a giungere al 1993, quando Aurelio Pantanali, incuriosito e allo stesso tempo attratto dalle meridiane, decide di realizzarne una, sulla casa di famiglia, dovendola dipingere. A questo punto, dopo averla completata, la gente inizia a fermarlo, proponendogli di realizzarne anche delle altre sui muri di abitazioni private. Tra le richieste pervenute anche quella di Andrea Bellavite (l’attuale sindaco) che gli commissiona una per la canonica. D’allora, grazie al Circolo culturale Narvarca, ai cittadini, a tanti artisti e gnomonici di tutta la regione, si è costituito un progetto artistico, sociale e culturale di ampio respiro, che ha trasformato Aiello nel “paese delle meridiane”