Distante una decina di km. da Jaipur è una fortezza realizzata in pietra arenaria rossa e marmo bianco, raggiungibile con un’ascesa a dorso di elefanti, un po’ troppo turistica ma tuttavia emozionante. Il palazzo, del 1600, vanta una cinta muraria di 18 km. in gran parte intatta. Di grande interesse il giro dei cortili, dei camminamenti e delle diverse sale del palazzo. Queste presentano un tripudio di marmi, stucchi, pareti e soffitti intarsiati a foglia oro e decorati con specchi, avori e pietre dure. Qui si può avere un’idea della vita dei maharaja, con la loro corte di mogli, concubine, dignitari e sudditi.La salita a dorso di elefante è sconsigliata a chi soffre di vertigini... la veduta però è meravigliosa. Il forte è un vero gioiello architettonico.La strada che conduce in cima è stretta e a doppio senso e prima di scendere dall'elefante si attraversa la Porta del sole (Suraj Pol), così chiamata perché guarda il sole che nasce, e si entra nel primo ampio cortile panoramico (Jaleb Chowk), che si affaccia sul lago artificiale Maota (la principale risorsa idrica del palazzo) e su dei giardini. Dopo una ripida scalinata, si incontra la Diwan-i-Aam, o sala delle udienze pubbliche, una piattaforma con 27 colonne, dove il raja riceveva le richieste del suo popolo: è situata nel secondo cortile, nel quale spicca l'enorme Ganesh Pol, una porta a tre livelli, decorata con un elaborato disegno, usato anche sui tessuti tipici del posto. Nella sua parte superiore c'era il Suhag Mandir, la zona dove le donne reali potevano guardare le cerimonie attraverso le grate ornate. Oltre questo varco si entra nel terzo cortile, zona del palazzo destinata alla famiglia reale, con un giardino con aiuole geometriche che a primavera si ornano di fiori multicolori, dando l'idea di un tappeto persiano. Nel mezzo c'è una piscina a forma di stella con una fontana al centro. Da un lato c'è il padiglione invernale (Jai Mandir o Diwan-e-Khas), riservato alle udienze private e decorato con miriadi di specchietti che riflettendo il sole, trasmettevano calore all'interno. Di fronte invece, si trova il Sukh Mahal (sala del piacere), al quale si accede attraverso una porta in legno di sandalo. Un canale esterno di marmo traforato faceva prendere all'acqua che vi scorreva verso il giardino la forma di tante perle. Da questo punto si può vedere anche il Forte Jaigarh, ubicato un po' più in alto e connesso a questo edificio con un passaggio sotterraneo, creato dalla famiglia reale come via di fuga, in caso di assalti. Infine il quarto e ultimo cortile immette nella zona più privata del Palazzo e ha decorazioni floreali azzurre sulle pareti. Al centro spicca un “baradari”, parola usata per indicare un padiglione quadrato con dodici porte (tre su ogni lato), che hanno la funzione di far circolare l'aria e renderlo più fresco in estate. Tutt'intorno si affacciano le numerose stanze dello “zenana”, la zona riservata alle donne (madri, mogli e concubine) della famiglia reale.