Il Borgo Teresiano è uno dei quartieri più antichi e carichi di storia del centro di Trieste. Voluto da Maria Teresa, prima imperatrice d'Austria, intorno alla metà del 18esimo secolo, il nuovo quartiere signorile ricavato dall'interramento delle saline costituirà il nuovo fulcro del commercio della città e rappresenta, grazie all'ordinato intersecarsi delle sue ortogonali vie, uno dei primi esempi di pianificazione urbanistica moderna. Il quartiere, col nome Borgo Teresiano, continua a dare omaggio a colei che l'ha fondato. Fulcro del quartiere è il Canal Grande, (1754-1756), canale navigabile perpendicolare al lungomare atto a far arrivare le merci direttamente in città. Il recente boom economico, dovuto alla proclamazione della città a porto franco da parte di Carlo VI nel 1719, e il conseguente afflusso di commercianti da vari Paesi (soprattutto Grecia e Serbia), portò, infatti, alla necessità di estendere la città oltre la cinta medievale che ancora la conteneva.Grazie alla politica tollerante di Maria Teresa, che decretò la libertà di culto e permise alle varie comunità religiose di costruire le proprie chiese, vengono edificati diversi luoghi di culto tuttora tra i più significativi dell'architettura triestina. È il caso del tempio serbo-ortodosso della Santissima Trinità e di San Spiridione, opera dell'architetto milanese Carlo Maciachini, che riflette un gusto bizantino e si caratterizza per una cupola più alta dei quattro campanili, e la chiesa di San Nicolò, della comunità greco ortodossa. La più grande chiesa cattolica di Trieste, Sant'Antonio Nuovo, è situata sull'omonima piazza a ridosso del Canal Grande ed è costruita in stile neoclassico su progetto dell'architetto ticinese Pietro Nobile. Nella pianificazione urbana del Borgo Teresiano sono state usate moderne linee guida: gli edifici commerciali presentano sempre un piano terra di altezza elevata, talvolta con porta centrale abbastanza grande da permettere l'accesso con la carrozza, e altezze ridotte nei piani superiori dedicati invece alle residenze. I costruttori, principalmente mercanti appunto, commissionarono famosi architetti ed artisti come Matteo Pertsch, Pietro Nobile e Cesare dell'Acqua per la progettazione dei loro futuri edifici commerciali e residenziali. Il risultato è un'architettura cosmopolita, con forti tratti italiani ma influenzata dall'architettura viennese del 19° secolo. Per circa cento anni l'unico ponte sul Canal Grande era il Ponte Rosso (1756) su cui si trova l'omonima piazza Ponterosso (1854), una delle prime piazze della “città nuova”, tuttora sede di un vivace mercatino all'aperto di frutta, verdura e fiori, che ospita la fontana del Giovannin, opera del 1753 di Giuseppe Mazzoleni voluta dall'imperatrice Maria Teresa.