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Basilica di Sant’Andrea,

Via Galileo Ferraris, 2, 13100 Vercelli VC, Italia ★★★★☆ 153 views
Clara Koler
Vercelli
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Basilica di Sant’Andrea, - Vercelli | Secret World Trip Planner

Maestosa. Questa è la prima parola che viene in mente pensando a Sant’Andrea, il monumento simbolo della città. Fondata nel 1219 e completata nel 1227 è un esempio precoce di architettura gotica italiana, ispirato a modelli cistercensi, in cui elementi romanici e gotici si fondono esemplarmente insieme. LA FACCIATA della chiesa fonde motivi lombardo-emiliani (tetto a capanna, portali a tutto sesto, cornici marcapiano, apertura delle torri laterali, doppio ordine di loggette) con elementi provenzali e normanni (profonda strombatura dei portali, torri laterali e loro cuspidi, capitelli a crochet) con un notevole effetto cromatico dovuto al rivestimento in pietra grigio-verde interrotta dai marmi bianchi delle loggette e dal marmo rosso dei tre portali. Sopra il portale centrale vi è un rosone a dodici colonnine e al vertice del timpano un’edicoletta. Ai lati della facciata due snelli campanili gotici a monofore, bifore e trifore terminano con una cuspide. Nella LUNETTA DEL PORTALE MAGGIORE una scultura eseguita tra il 1220 e il 1225, che rappresenta il martirio di sant’Andrea, opera di uno scultore della scuola di Benedetto Antelami. La scena del martirio si trova racchiusa da una cornice scanalata, ornata da motivi floreali ed elementi architettonici decorativi a forma di tralcio di vite. Al centro dell’arco è presente la figura di un angelo, con in mano una corona, per trasportare l’anima del santo in paradiso. La scena principale presenta a sinistra tre fedeli (un giovane, un uomo con la barba e una donna con il velo in testa): al centro sant’Andrea sulla croce; a destra due uomini agli ordini del proconsole Egea che stanno legando il Santo allo strumento di martirio. Le altre due lunette sono inferiori per fattura. In quella a sinistra è raffigurato il cardinale Guala Bicchieri mentre offre la chiesa a Sant’Andrea in trono; purtroppo un restauro ottocentesco ne sostituì le teste. In quella di destra vi è una raggiera di colonnine con archi trilobi, non originale, ed inserita più tardi come si osserva dal mancato adattamento di un arco ogivale in un arco a tutto sesto. I fianchi della chiesa sono movimentati da contrafforti e archi rampanti che si appoggiano alla navata centrale, con monofore a destra e a sinistra occhi. Il CAMPANILE che sorge tra il transetto destro e la prima abside laterale è a base quadrata con bifore e trifore, cuspidato, alzato tra la fine del XIV e l’inizio del XV nello stile della basilica, ma in posizione sghemba rispetto all’asse della chiesa, probabilmente perché furono utilizzate le fondamenta del campanile della preesistente chiesa di sant’Andrea, demolita tra il 1215 e il 1219. L’ INTERNO della chiesa è a tre navate, ciascuna composta da sei campate e ad ogni campata rettangolare della navata centrale corrisponde una campata quadrata delle navatelle. Il transetto sporgente formato da campate rettangolari è coperto da una volta a cupola, inclusa in un tiburio ottagonale. Sul transetto si aprono quattro cappelle di pianta rettangolare. Oltre il vasto spazio quadrato del capocroce vi è il coro terminante con una parete rettilinea. Quattro piloni a fascio, di grande solidità, sorreggono la cupola e il carico del tiburio per mezzo di archi robustissimi; le trombe coniche del tiburio portano scolpiti su una mensola i simboli degli Evangelisti, di fattura antelamica. L’ultima cappella a destra è occupata dal MONUMENTO FUNEBRE DELL’ABATE TOMMASO GALLO, risalente alla prima metà del XIV secolo: nella grande nicchia gotica sopra il sarcofago è affrescata la figura dello stesso abate in cattedra fra i suoi scolari. Nella cuspide che si eleva sull’arcata c’è l’incoronazione della Vergine con angeli musicanti. Le belle figure in altorilievo sul fronte del sarcofago sono in uno stile non anteriore alla metà del ‘300. Al centro vi è la Beata Vergine col Bambino che si slancia verso l’abate Tommaso in ginocchio, presentato da Sant’Andrea. Al lato destro stanno S. Caterina d’Alessandria e Dionigi lo Pseudo-Areopagita di cui Tommaso Gallo aveva commentato le opere. In chiesa vi sono anche un crocifisso del ‘300, due confessionali del ‘500 ed il coro intarsiato del 1511, opera di Paolo Sacca e restaurato dopo il 1802.

Basilica di Sant’Andrea, - Vercelli | Secret World Trip Planner
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