
L'odore arriva prima della luce. Ancora fuori dal portale d'ingresso, l'aria porta già cumuli di zafferano, cuoio conciato e carbone acceso dei bracieri dei fabbri. Il Bazar di Tabriz non si annuncia con insegne o cartelli turistici: si impone attraverso i sensi, uno per uno, prima ancora che gli occhi si adattino all'ombra delle gallerie coperte.

Riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità nel 2010, questo mercato coperto è tra i più estesi al mondo, con oltre cinque chilometri di corridoi a volta in mattoni che si diramano in un labirinto di sezioni specializzate. Le sue origini risalgono almeno al periodo ilkhanide, tra il XIII e il XIV secolo, anche se il complesso ha subito ricostruzioni significative nel corso dei secoli, in particolare dopo il devastante terremoto del 1780 che colpì duramente la città di Tabriz.
L'architettura che si tocca con mano

Camminare sotto le volte a crociera del bazar è un'esperienza fisica prima che estetica. I mattoni color miele, disposti in pattern geometrici che variano da sezione a sezione, filtrano la luce attraverso oculi circolari aperti in cima alle cupole. Questi lucernari — chiamati roshan nella tradizione architettonica persiana — proiettano colonne di luce polverosa che tagliano il fumo degli incensi e illuminano le stoffe appese in verticale come stendardi.
Ogni caravanserraglio interno al complesso ha una propria corte a cielo aperto, dove i mercanti si riposavano un tempo e dove oggi si siedono gli anziani a bere chai in piccoli bicchieri da tè. Il Timcheh Mozaffarieh, una delle sale più celebri del bazar, è noto per la sua cupola decorata con muqarnas in stucco, un intreccio di nicchie a stalattite che i venditori di tappeti usano come sfondo naturale per i loro pezzi più pregiati.

I colori e le voci del mercato
Il bazar è diviso in rasce tematiche — raste in persiano — ognuna dedicata a una categoria merceologica. Nella sezione dei tappeti, rotoli di lana e seta sono accatastati fino al soffitto: i rossi madder, i blu indaco, i beige naturali della lana non tinta si mescolano in una palette che cambia a ogni passo. I venditori di spezie lavorano dietro banconi dove il cumino, il sommacco e la curcuma formano piccole piramidi di polvere colorata, pesate su bilance a piatto che sembrano invariate da secoli.

I suoni sono altrettanto stratificati. Il martellare ritmico dei ramai — artigiani del rame — risuona nella sezione dei metalli con una cadenza quasi musicale. Le voci dei venditori si sovrappongono in farsi, azero e a volte in inglese approssimativo rivolto ai pochi visitatori stranieri. Tabriz è una città a maggioranza azerbaigiana, e questa doppia identità linguistica si sente anche nel bazar, dove le contrattazioni possono iniziare in una lingua e concludersi in un'altra.
Le persone che tengono in vita il mercato

Il bazar non è un museo vivente: è un luogo di lavoro attivo dove migliaia di persone guadagnano da vivere ogni giorno. Un giovane calzolaio nella sezione delle scarpe può risuolare un paio di sandali in venti minuti, usando strumenti che il padre gli ha lasciato. Una donna anziana vende erbe medicinali essiccate da un banco minuscolo, conoscendo a memoria le proprietà di ogni fascio. Questi incontri brevi, spesso senza lingua comune, sono la vera sostanza della visita.
Gli scambi commerciali avvengono ancora in parte su base fiduciaria tra commercianti che si conoscono da generazioni. Vedere due mercanti stringersi la mano dopo una trattativa lunga e silenziosa, senza che nessun documento cambi di mano, è uno spettacolo che racconta più di qualsiasi guida turistica.
Come visitare il bazar di Tabriz
Il bazar è aperto generalmente dal mattino fino al tardo pomeriggio, con la pausa del venerdì per la preghiera che riduce significativamente l'attività. Il momento migliore per visitare è la mattina presto nei giorni feriali, quando i commercianti stanno ancora allestendo le merci e l'affollamento non è ancora al massimo. Portare almeno tre o quattro ore è il minimo per non sentirsi sopraffatti dalla fretta.
Tabriz è raggiungibile in aereo da Teheran con voli interni, oppure in treno notturno dalla capitale. Il bazar si trova nel centro storico della città ed è raggiungibile a piedi dalla maggior parte degli alberghi del centro. Non esiste biglietto d'ingresso. È consigliabile portare con sé rials iraniani in contante, poiché le carte di credito straniere non sono accettate per via delle sanzioni internazionali. Vestirsi in modo sobrio e coprente è obbligatorio per le donne e rispettoso per tutti.
