Il vapore sale dal suolo prima ancora che si arrivi in città. Avvicinandosi a Beppu in treno, le prime cose che si vedono sono le colonne bianche che si alzano dai quartieri residenziali, dai parchi, dai vicoli: sono i fumi delle oltre 2.000 sorgenti termali che rendono questa città della prefettura di Ōita una delle destinazioni più singolari del Giappone. Beppu è la seconda città al mondo per volume di acqua termale che sgorga dal sottosuolo, dopo Yellowstone negli Stati Uniti, con una portata che supera i 130.000 litri al minuto.
L'acqua qui non è solo uno sfondo scenografico: è il centro della vita quotidiana. I residenti cucinano verdure al vapore geotermico nei mercati locali, i bambini crescono abituati all'odore di zolfo nell'aria, e i visitatori arrivano da tutto il Giappone per immergersi nelle vasche degli onsen pubblici, dove la temperatura dell'acqua varia tra i 40 e i 50 gradi Celsius a seconda della sorgente.
Gli Inferni di Beppu: le piscine che non si possono toccare
La principale attrazione turistica della città è il circuito degli Jigoku, letteralmente «Inferni», un gruppo di piscine termali con caratteristiche visive spettacolari e temperature troppo elevate per il bagno. Le più visitate si trovano nei quartieri di Kannawa e Shibaseki, e un biglietto cumulativo permette di accedere a sette dei principali siti per circa 2.000 yen a persona. Tra questi, il Umi Jigoku — «l'Inferno del Mare» — è probabilmente il più fotografato: la sua acqua è di un blu cobalto intenso, causato dalla presenza di solfato di ferro, e raggiunge i 98 gradi Celsius.
Il Chi no Ike Jigoku, «l'Inferno del Lago di Sangue», è invece di un rosso mattone profondo, colorazione dovuta all'ossido di ferro e all'argilla rossa presenti nel fondale. Esiste documentazione storica che attesta la presenza di questa sorgente da oltre 1.300 anni, rendendola una delle più antiche d'Giappone. A pochi passi si trova il Tatsumaki Jigoku, un geyser che erutta con regolarità ogni trenta o quaranta minuti, raggiungendo un'altezza di circa 30 metri prima che una struttura in pietra ne limiti la proiezione per ragioni di sicurezza.
L'esperienza terapeutica: dai bagni pubblici alla sabbia calda
Oltre agli Inferni, Beppu offre una varietà di esperienze termali che vanno ben oltre la semplice vasca. Nella zona di Beppu Kaihin Sunayu, lungo la costa, è possibile praticare la sunamushi, il bagno nella sabbia calda riscaldata geotermicamente. I visitatori si sdraiano sulla spiaggia vestiti con un yukata di cotone e vengono ricoperti di sabbia dagli attendenti: il calore penetra in profondità nei muscoli e l'esperienza è descritta da molti come più intensa e rilassante rispetto al bagno in vasca. Il servizio è disponibile tutto l'anno e costa indicativamente tra i 1.000 e i 1.500 yen.
I bagni pubblici tradizionali, chiamati kōshū yokujō, sono distribuiti in tutta la città e rappresentano un'alternativa autentica agli stabilimenti pensati per i turisti. In molti di essi il prezzo è inferiore ai 200 yen, e l'atmosfera è quella dei quartieri locali: anziani che si incontrano ogni mattina, famiglie con bambini, una normalità quotidiana che racconta quanto l'acqua termale sia integrata nella vita di Beppu.
Come organizzare la visita in modo pratico
Beppu è raggiungibile da Fukuoka in circa due ore con il treno limitato Sonic della compagnia JR Kyushu, che parte dalla stazione di Hakata. Il percorso in treno è comodo e coperto dal Japan Rail Pass. Una volta in città, la maggior parte delle attrazioni principali si raggiunge con gli autobus locali della compagnia Kamenoi Bus, che emette biglietti giornalieri turistici a prezzo ridotto.
Il momento migliore per visitare gli Inferni è la mattina presto, tra le 8:00 e le 9:00, quando i siti aprono e le folle non si sono ancora formate. Nei fine settimana e durante le festività nazionali giapponesi il numero di visitatori aumenta sensibilmente. È consigliabile evitare di portare capi di abbigliamento chiari durante la visita alle sorgenti sulfuree: l'odore tende a impregnarsi nei tessuti. Per i bagni negli onsen, è importante sapere che i tatuaggi sono ancora vietati nella maggior parte degli stabilimenti pubblici tradizionali di Beppu, come in gran parte del Giappone.
L'atmosfera della città fuori dalle terme
Beppu non è solo vapore e vasche. Il quartiere di Kannawa conserva un'atmosfera di altri tempi, con vicoli stretti, case in legno e negozietti che vendono uova sode cotte al vapore geotermico — le onsen tamago — e dolci locali. Camminare tra le stradine di Kannawa al crepuscolo, quando il vapore si mescola alla luce bassa e l'aria profuma di zolfo, è una di quelle esperienze difficili da descrivere e facili da ricordare.