La visita al Ricetto di Candelo suscita emozioni profonde. Camminare tra le sue vie acciottolate è come respirare la storia, è come “andare su e giù” per il Medioevo alla scoperta di momenti legati alla cultura contadina, è come perdersi nella magia di un luogo unico. In un’epoca di saccheggi, pericoli e incertezze, alcuni borghi (in particolare nella zona del Piemonte e dell’Europa Centrale) si erano dotati di un luogo protetto e fortificato, chiamato appunto “ricetto”, dove tenere al sicuro beni e prodotti preziosi per il sostentamento delle proprie famiglie. All’interno del ricetto, infatti, venivano custoditi i viveri come formaggi, vini, farina e cereali appartenenti al signore locale e alla stessa popolazione del luogo. In determinate occasioni, quando si presentava il pericolo di un attacco esterno, il ricetto serviva anche da rifugio per la stessa popolazione. Il Piemonte ha la fortuna di ospitare uno dei ricetti medioevali meglio conservati d’Italia e d’Europa. Si tratta di un’architettura la cui costruzione è datata tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo. Cinque rue (strade), in direzione est-ovest e intersecate da due ortogonali, attraversano un’area di circa 13.000 m2 dove sono stati edificati duecento edifici denominati cellule. Tutto intorno al perimetro corrono le mura di cinta con torri cilindriche agli angoli, fatta eccezione per il lato sud dove nel 1819 fu costruito, in uno stile neoclassico completamente diverso dal resto del borgo, il palazzo comunale.