Nel 1759, alla morte del fratello Ferdinando VI di Spagna, Carlo VII salì al trono di questo stato come Carlo III e abdicò dai troni di Napoli e Sicilia a favore del suo terzogenito maschio, ancora bambino, Ferdinando IV , che nel 1775 fece costruire, nel Parco Superiore, "il Castello" e "il Muro per il gioco del pallone".
Il Castello la cui costruzione fu curata dall'ingegnere Michele Aprea riproduceva in miniatura la fortezza di Capua. Questo fu costruito per nascondere un serbatoio d'acqua e veniva usato per le esercitazioni belliche delle truppe regie. Nel suo interno c’era la "tavola muta" , denominata così perché saliva e scendeva da una botola posta sopra la sala da pranzo in modo da non incomodare i camerieri, ed una cappella intitolata alla Vergine del Rosario.
Il Muro, sostenuto da enormi pilastri, ha al centro una porta, oggi murata, usata per raggiungere più agevolmente il campo di gioco; di fronte ci sono disposti tre gradini sui quali si sedevano gli spettatori; alla sinistra c’è il "padiglione di riposo" che fungeva da spogliatoio.
Molti re e imperatori vennero in visita a Portici, alcuni dei quali dimorarono a lungo nella Reggia, senza contare l'altissimo numero di personaggi illustri.
Portici fino al 1860 aveva politicamente un ruolo importante nelle Due Sicilie ed era considerata la seconda capitale del regno; infatti numerosi atti politici, anche molto importanti, venivano emanati dal suo Palazzo Reale.
Il 14 Giugno 1761 nacque, nella Reggia, Raffaello Morghen, figlio di un giardiniere che lavorava al servizio del Re. Il Morghen diventò famoso nell'arte della calcografia; tanto da essere considerato il migliore nell’Italia di quel tempo.
Nella primavera del 1769 fu lungamente ospitato nel Palazzo Reale l'imperatore Giuseppe II d'Austria. Nel 1770 vi soggiornò Mozart appena quattordicenne e una mattina nella Cappella Reale, alla presenza di tutta la corte, offrì alla Vergine le sue divine note.