La chiesa di San Michele degli Scalzi è un luogo di culto cattolico che si trova nella zona est di Pisa, in piazza San Michele degli Scalzi.La chiesa è nota anche come chiesa di San Michele degli Scalzi in Orticaia (o Orticaria), in riferimento all'antico toponimo dell'originale semi-paludosa zona. La chiesa è ricordata a partire dal 1025, ma è tra il 1152 e il 1171 che venne riedificata con annesso il monastero che ospitò i benedettini Pulsanesi (definiti anche “scalzi”, da cui la denominazione). Tra il Quattrocento e il Settecento il complesso passò prima alle monache Brigidine, poi ai canonici Agostiniani e infine ai monaci Olivetani. La chiesa fu fortemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale e dall’alluvione del 1949, tanto che se ne dovette ricostruire la copertura e il lato destro. La facciata, incompiuta, è a doppio spiovente con il corpo centrale rialzato. Nella parte inferiore è rivestita di marmo (proveniente dalle vicine cave di San Giuliano) dove, in stile romanico pisano, sono poste cinque arcate cieche sostenute da colonne con oculi e losanghe.
Vi sono tre portali con lunetta: quello centrale, maggiore, è dotato di architrave decorato con bassorilievi marmorei rappresentanti le Gerarchie angeliche, di artista bizantino, mentre nella lunetta sovrastante è posto un Cristo benedicente (copia; l'originale è al Museo di San Matteo) del 1203-1204. Il cristo è in una fissa posa ieraticamente frontale, con un'espressione solenne e serena che non comunica con lo spettatore: tutti elementi tipici della cultura bizantina prima del rinnovamento della scuola federiciana e di Nicola Pisano. L'iscrizione alle spalle del Cristo ricorda il termine della prima ristrutturazione della chiesa. Nelle losanghe sopra i due altri portali sono presenti iscrizioni che esortano al riconoscimento della brevità della vita terrena ed all'abbandono del peccato.
Nella parte superiore della facciata, in laterizio, è presente un rosone del XVII secolo
Il tipico campanile a base quadrata è in pietra nella parte inferiore, mentre in quella superiore è in laterizio, suddiviso da archetti pensili e lesene in tre ordini alleggeriti verso l'alto da monofore, bifore, trifore e quadrifore ed è ornato con bacini ceramici islamici del XII secolo (anche questi sostituiti da copie); posto sul lato rivolto all'Arno, pende fortemente verso di esso: il campanile risulta essere inclinato di ben 5°, più della Torre di Pisa.
La pianta dell’edificio è a tre navate: quella centrale è formata da due colonnati con capitelli romanici databili all’XI secolo, probabilmente relativi alla chiesa originale. Sulla parete dell’abside è possibile ammirare una croce dipinta di scuola pisano-bizantina della metà del XIII secolo. Sul lato sinistro è il chiostro del monastero, con duplice ordine di colonne e volte a crociera. Parte di queste strutture alla fine dell’Ottocento furono incluse nella fabbrica di ceramica Richard Ginori, della quale oggi sopravvive solo una grande ciminiera.
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