Tra le chiese di Levanto la più bella è probabilmente la Chiesa parrocchiale di Sant’Andrea, un bel esempio di gotico ligure facilmente riconoscibile per la sua facciata in pietra bianca e nera su cui spicca un importante rosone. Risalente alla fine del XIII secolo, la chiesa di Sant'Andrea riprende nell'alternanza di marmo bianco e serpentino verdastro lo stile caratteristico delle chiese di Genova, segno inconfondibile dell'ampliarsi dell'influenza politica della Serenissima verso il Levante ligure. Pur modificata durante le ristrutturazioni del XV secolo, la chiesa mantiene elementi di interesse. L'interno appare notevolmente alterato dall'aggiunta di due navate, dall'ampliamento dell'abside e dall'aggiunta delle coperture. Rimangono le colonne della navata che riprendono la bicromia della facciata. L'altare maggiore, di manifattura genovese e in marmo bianco di Carrara, risalente alla metà del XVIII secolo, proviene dall'ex chiesa della Santissima Trinità, oggi oratorio di San Rocco. Nella navata centrale, sull'arco di trionfo, affresco con San Girolamo penitente; il pulpito datato al 14 luglio 1716, opera di un ignoto scultore ligure, raffigura il santo titolare e sotto lo stemma cittadino realizzato con intarsi marmorei. Sulle pareti del presbiterio i due laterali dipinti raffigurano San Gregorio Magno e Sant'Agostino, probabilmente risalenti al Settecento. Nella cappella a destra di quest'ultimo vi è una tela con l'Adorazione dei Magi, attribuita ad Andrea Semino, mentre nella cappella di sinistra una pala d'altare su tela del XVII secolo raffigurante Il Transito di san Giuseppe, di Giovanni Battista Merano.
Nella navata laterale destra vi è una lastra di marmo bianco di Carrara scolpita a rilievo, raffigurante il vescovo levantese Bartolomeo Pammoleo scolpita dallo scultore genovese Michele d'Aria; sopra la lastra vi è una tela ritraente la Crocifissione dell'olandese Martinus Jacob van Doorn. Poco dopo è presente il dipinto del Martirio di san Sebastiano, del XVI secolo, racchiuso in un'elegante cornice in marmo del 1577.