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Chiesa di Sant’Antonio (del convento)

Piazza Umberto I, 32, 75015 Pisticci MT, Italia ★★★★☆ 206 views
Olivia Hutton
Pisticci
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Chiesa di Sant’Antonio (del convento) - Pisticci | Secret World Trip Planner

La Chiesa di San Antonio, originariamente chiamata "Convento di Santa Maria delle Grazie", è una delle chiese più importanti e antiche del territorio di Pisticci.

Chiesa di Sant’Antonio (del convento) - Pisticci | Secret World Trip Planner

Il primo nucleo della chiesa risale al 1460 d.C., anche se la data precisa non è nota. È certo che il convento fu fondato al di fuori delle mura del paese, in un'area chiamata Pianoro di San Francesco, dal duca Antonio Francesco Tristano, appartenente alla potente famiglia Sanseverino, signore e feudatario di Pisticci. Il convento fu affidato ai frati minori dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali - Provincia di Salerno-Lucania, soggetti alla giurisdizione della Diocesi di Acerenza.

Il primo nucleo del complesso comprendeva un edificio a forma di L, tipico dell'architettura francescana, che corrisponde all'ala sinistra dell'attuale complesso. All'interno c'erano alcune celle e un chiostro costituito da un giardino e un portico, oltre a una sala refettorio. La facciata originale presentava numerose decorazioni geometriche e una struttura architettonica e decorativa tipica dello stile romantico-fiorentino, con un disegno organico e unitario. L'interno della chiesa era costituito da una grande navata centrale a volta e da una navata laterale a destra. I materiali da costruzione erano tipici delle risorse limitate della zona, con muratura irregolare, mattoni misti e ornamenti pregevoli in pietra dura sulle porte.

Probabilmente nel XVIII secolo fu aggiunta una navata simile per dimensioni a quella centrale sul lato sinistro, che poi venne abbassata. Sugli stipiti delle porte furono scolpiti lo stemma gentilizio dei De Cardenas e successivamente quello dei francescani sulla porta principale. Nel corso del XVIII secolo, la parte adiacente del portico del chiostro fu inglobata insieme alle cappelle laterali nella chiesa.

Dopo gli eventi storici e politici del 1860 e il decreto Mancini del 1861, l'intero complesso monastico, insieme ad altri beni ecclesiastici, fu confiscato dal nuovo stato unitario e i frati furono allontanati. La chiesa fu officiata dal clero secolare, ma nel 1866, in seguito all'articolo 5 della legge n. 794/1862, il convento fu ceduto al Comune di Pisticci per scopi pubblici e trasformato in uffici comunali, finanziari e pretura. Per un certo periodo ospitò anche una stazione dei Carabinieri. Queste situazioni abusive durarono fino al 1910, quando l'Arcivescovo Mons. Anselmo Pecci, durante la sua prima visita pastorale, rimproverò aspramente il clero e minacciò di sconsacrare la chiesa se fossero continuate tali indegnità. L'Arcivescovo Pecci avviò le pratiche canoniche per la trasformazione della chiesa del convento in parrocchia.

Il 25 luglio 1948, il nuovo Arcivescovo di Matera, Mons. Vincenzo Cavalla, eresse la nuova Parrocchia di San Antonio e il 27 novembre dello stesso anno nominò parroco il sacerdote Don Paolo D'Alessandro. Don D'Alessandro fece eseguire una serie di restauri, tra cui il pavimento e l'intonaco, e installò un artistico Battistero in marmo.

La Chiesa di San Antonio presenta tre navate e una cappella adiacente alla sagrestia, dove è stato costruito un altare in stile barocco dedicato alla Madonna delle Grazie, con una bella statua lignea. Nella navata di destra è custodito un bel crocifisso e un altare in finto marmo dedicato alla Madonna di Pompei. Nella grande navata di sinistra, che è identica a quella centrale, si trova un altare in marmo con un'artistica statua lignea del Sacro Cuore. Ci sono diversi altri altari, tra cui uno dedicato a San Antonio, uno a San Giuseppe, uno ai Santi Medici e, in stile barocco, uno dedicato a San Rocco e un altro a San Pasquale. Sulle colonne della navata centrale sono affrescate figure di santi e sante francescani di discreto valore artistico. Nella lunetta dell'arco centrale sono affrescati i 40 Martiri Francescani.

La chiesa è arricchita da numerose tele e dipinti che ornano le pareti perimetrali, costituendo un tesoro mistico di rara bellezza e soave armonia. Circa 40 tele di diversi autori, i cui nomi non sono noti, ma che appartengono alla stessa scuola artistica. Alcune tele sono opere di Domenico Guarino e del Ferri. Un capolavoro non solo della chiesa, ma di tutto il territorio, è la grande tela raffigurante la Vergine Maria Immacolata, opera di Andrea Vaccaro. La tecnica utilizzata nella maggior parte delle opere presenti è quella dell'olio su tela, restaurate alcuni anni fa da esperti conoscitori e professionisti, e oggi restituite alla chiesa nel loro splendore.

Il campanile fu fatto costruire nel 1570 dal Signore Diotaiuti, dalla moglie e dal figlio.

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    Chiesa di Sant’Antonio (del convento)
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