La Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio si trova in località Calcinaio a Cortona e fa parte della diocesi di Arezzo – Cortona – Sansepolcro. In questo luogo, il venerdì santo del 1484, un’immagine della Madonna col Bambino, dipinta sulla parete di una vasca adibita alla concia del cuoio per le pelli (chiamata calcinaio per la calce viva usata a questo scopo), iniziò a fare miracoli e operare guarigioni. Quella stessa immagine della Madonna col Bambino, è visibile ancor oggi sopra l’altare maggiore, (altare che è opera di Bernardino Covatti). In seguito alla crescente devozione per quell’ immagine, ai prodigi e alle offerte in onore della Madonna, la Corporazione dei Calzolai, che avevano in quel luogo le loro vasche di calce, decise di costruire un tempio sacro in suo onore. Il progetto fu affidato all’architetto Francesco di Giorgio Martini, dopo il rifiuto espresso da altri artisti, a causa della difficoltà rappresentata dal terreno scosceso e dallo scorrere delle acque. Francesco di Giorgio, costruttore di fortezze, non ebbe difficoltà a risolvere i problemi. Sembra che alla progettazione non sia estranea qualche idea dello stesso Leonardo da Vinci. Architettura L’opera riflette la potenza del genio dell’artista per la sua grandiosità, mentre all’interno risulta lineare e spoglia. Contiene in sé tutte le principali caratteristiche dell’architettura e dell’arte rinascimentale: la prospettiva lineare centrica che organizza lo spazio, la essenzialità, le linee geometriche. La struttura della chiesa consiste in una navata affiancata da due cappelle laterali con un transetto e una cupola all’intersezione dei bracci uguali del presbiterio. Martini la progettò applicando rigorosamente i principi architettonici della proporzione e della prospettiva cari all’architettura rinascimentale. Negli spazi risuonano echi albertiani, in un progetto che non è immune da assonanze con Brunelleschi, ma i disegni di Francesco di Giorgio sono assolutamente originali, al punto da rappresentare uno dei livelli più alti della sintesi degli spazi nel Rinascimento.