
A 2.565 metri di quota, la cima del Doi Inthanon è quasi sempre avvolta nella nebbia. Siamo nel nord della Thailandia, nella provincia di Chiang Mai, e questo è il punto più alto dell'intero paese. La temperatura qui può scendere fino a pochi gradi sopra lo zero nelle mattine invernali, un contrasto straniante rispetto alle pianure tropicali sottostanti. Il parco nazionale che circonda la montagna copre oltre 482 chilometri quadrati di foresta montana, e la rete di sentieri che lo attraversa è tra le meglio segnalate del nord della Thailandia.

Il parco prende il nome dal re Inthawichayanon, ultimo sovrano del principato di Chiang Mai, le cui ceneri riposano in un piccolo chedi sulla vetta. Questa presenza storica aggiunge un livello di significato al percorso verso la sommità: non si cammina solo attraverso una foresta, ma lungo un itinerario che intreccia natura, regalità e devozione buddista.
Il sentiero verso la vetta e la foresta di muschi

Il percorso più frequentato parte nelle vicinanze del parcheggio principale e conduce attraverso una foresta di muschi, conosciuta come cloud forest, dove ogni ramo e ogni radice è ricoperto da strati di vegetazione verde intenso. L'umidità è costante, l'aria ha un odore di terra e resina, e la luce filtra appena attraverso la volta degli alberi. Questo ecosistema ospita oltre 360 specie di uccelli, tra cui il Fulvetta di Doi Inthanon, una specie endemica osservabile solo in questa area del mondo.
Il sentiero è ben tracciato e non richiede attrezzatura tecnica, ma il fondo può diventare scivoloso dopo la pioggia. I cartelli informativi lungo il percorso descrivono le specie vegetali e animali presenti, in tailandese e in inglese. La cima vera e propria è accessibile anche in auto lungo la strada asfaltata che attraversa il parco, ma percorrere il sentiero a piedi permette di immergersi in un silenzio interrotto solo dal canto degli uccelli e dal rumore dell'acqua.

Le pagode reali di Naphamethinidon e Naphaphonphumisiri
A poca distanza dalla vetta si trovano due chedi costruiti nel 1987 e nel 1992 rispettivamente, dedicati al re Bhumibol Adulyadej e alla regina Sirikit in occasione dei loro compleanni. Le pagode, chiamate Naphamethinidon e Naphaphonphumisiri, si trovano su un pianoro panoramico circondato da giardini curati con fiori di montagna. L'architettura segue lo stile Lanna, tipico del nord della Thailandia, con decorazioni dorate e mosaici in piastrelle colorate.

Attorno alle pagode si estende un giardino formale con sentieri lastricati, fontane e aiuole di fiori che cambiano con le stagioni. In inverno, tra novembre e febbraio, fioriscono le azalee selvatiche e alcune varietà di orchidee di montagna. Il contrasto tra la rigidità geometrica dei giardini e la foresta selvaggia che li circonda è uno degli elementi visivamente più memorabili dell'intera visita.
Le cascate: Wachirathan e Mae Ya

Il parco è attraversato da diversi corsi d'acqua che alimentano cascate di grande impatto visivo. La cascata Wachirathan, larga circa 30 metri, è raggiungibile con una breve camminata dal parcheggio e produce una nube di vapore acqueo visibile da lontano. Nei mesi più piovosi, tra luglio e ottobre, la portata aumenta notevolmente e il rumore dell'acqua si sente prima ancora di vedere la cascata.
La cascata Mae Ya, considerata da molti la più bella del parco, richiede uno spostamento in auto verso il lato meridionale del parco. È meno frequentata rispetto a Wachirathan e il sentiero che la costeggia permette di osservarla da diversi angoli. L'acqua scende per circa 280 metri lungo una parete rocciosa coperta di felci e muschi.
Consigli pratici per la visita
Il biglietto di ingresso al parco nazionale costa 300 baht per gli stranieri (circa 8 euro), a cui si aggiunge una tariffa per i veicoli. Il periodo migliore per visitare Doi Inthanon è tra novembre e febbraio, quando le temperature sono più fresche, la visibilità è maggiore e la foresta è meno umida. In questa stagione è anche più probabile avvistare specie di uccelli migratori.
È consigliabile arrivare presto al mattino, entro le 8:00, per evitare la folla nei punti più frequentati come le pagode reali e la cascata Wachirathan. Portare un abbigliamento a strati è essenziale: in vetta la temperatura può essere di 10-15 gradi inferiore rispetto a Chiang Mai, che dista circa 80 chilometri in direzione sud. La strada di accesso è asfaltata e percorribile con qualsiasi veicolo, ma nelle mattine invernali può essere presente nebbia fitta che riduce la visibilità.
