Dozza è un piccolo paese di antichissime origini situato su un colle vicino a Imola e Bologna, tra il paese di Toscanella (ricco di antichi resti) e il fiume Sillaro. Il principale monumento storico di Dozza è la Rocca. Secondo gli esperti la Rocca di Dozza risale al 1250. Fu poi distrutta durante i conflitti con Bologna e successivamente restaurata da Romeo Pepoli nel 1310, sempre al comando di Bologna.
La ricostruzione di Dozza è avvenuta in uno dei momenti più terribili della storia di Bologna, che aveva un disperato bisogno di denaro per ripristinare le infrastrutture della città, le rocche che la circondano e soprattutto la zona devastata dalla guerra contro Ferrara (all'epoca governata da Azzo d'Este) e dai ripetuti eventi alluvionali. L'alluvione è stata spesso causata intenzionalmente da Ferrara nell'ambito di un piano per affamare Bologna e la sua periferia. E funzionò perfettamente, perché Bologna intorno al 1310 subì una delle peggiori crisi economiche della sua storia e i contadini dovettero abbandonare case, campi, castelli e borghi per sfuggire alla carestia e ai debiti. Bologna ricorse a Romeo Pepoli... Romeo Pepoli era il banchiere e usuraio bolognese citato dal cronista Giovanni Villani come quasi l'unico maestro di Bologna, e forse il più ricco cittadino italiano dell'epoca. Divenne il perno della ricostruzione finanziaria di Bologna, poiché la sua presenza e il suo consenso divennero una condizione essenziale per l'approvazione di qualsiasi programma edilizio da parte delle istituzioni comunali che dovevano abitualmente contare sulle sue risorse finanziarie. Grazie a lui, ad esempio, i castelli di Nonantola e Crevalcore furono restaurati per salvaguardare il confine bolognese con Modena (12). Anche il castello di Dozza fu restaurato da Romeo Pepoli che ottenne "pieni poteri per svolgere i lavori necessari" (Braidi, p. 262). Successivamente il castello fu nuovamente restaurato nel 1494 dall'architetto fiorentino Giorgio Marchesi per conto di Caterina Sforza (1463-1509).