Il Duomo di Venzone è dedicato a S. Andrea Apostolo. Fu quasi completamente distrutto del terremoto del 1976 e ricostruito fra il 1988 e il 1995, per anastilosi, cioè con la ricollocazione nella sede originale e con la primitiva connessione, delle parti distaccate. Nel VI secolo nella zona esisteva già un luogo di culto. Il duomo fu costruito su una originaria “stazio” romana, con pietra locale. Le ricerche archeologiche hanno dimostrato che nei pressi della parete della facciata c'era una chiesa carolingia-ottoniana fatta ampliare da Glizoio di Mels nel 1251. Sopra questa fu costruito il Duomo nel 1308, capolavoro di Giovanni Griglio che qualche anno prima aveva lavorato in quello di Gemona. Fu consacrato il 2 agosto 1338 dal Patriarca Bertrando.Venzone dopo numerose lotte con Gemona, ottenne la prima indipendenza religiosa da questa nel 1391, con bolla pontificia di Papa Bonifacio IX, divenendo pieve a sé stante. Il Pievano "pro-tempore" può vantare il titolo e i privilegi del Cappellani di Sua Santità, come da “Breve apostolico” di Papa Pio XI, in data 17 novembre 1930. All'esterno, il Duomo di Venzone è decorato da statue e rilievi del Trecento e sei patere veneto-bizantine incastonate nell'avancorpo del portale. Ha tre portali, tra i quali il più interessante è quello di settentrione. In questo, nella lunetta posta sopra al portale, un Cristo benedicente tra i simboli dei quattro evangelisti; su quello meridionale statua dell’Incoronazione della Vergine; nel portale centrale Crocifissione, purtroppo rovinata per un incendio del cantiere di restauro, nel 1983. L'interno è a forma di croce latina, composto da una navata unica longitudinale e da un ampio transetto con i tre presbiteri absidali e due torri a fianco. Con il terremoto le opere d'arte che conteneva sono purtroppo andate quasi totalmente perdute. Si possono ammirare affreschi trecenteschi rimasti quasi integri dopo il sisma del 1976 e che recenti studi sono riusciti a collocare storicamente. Tra questi spiccano il grande affresco della Consacrazione del Duomo e un San Martino con il povero dipinti nei modi di Vitale da Bologna, databili al 1350 circa; un magnifico San Giorgio che libera la principessa dal drago di chiara impostazione nordica. Nella cappella del Gonfalone, frammenti (recuperati nel 1977 dalle macerie) di affreschi che raffiguravano oltre agli angeli, personaggi e fantastiche architetture. Altri soggetti erano l'Incoronazione della Vergine, l'Angelo benedicente (1410-15) opera di Antonio Baietto e Domenico Lu Domine.
Bernardino da Bissone ha scolpito le due acquasantiere, il fonte battesimale e la lastra tombale degli Antonini. Tra le pale vanno ricordate quella di Sant'Orsola con le sue ancelle della fine del '500 di Andrea Petrolo, quella dalla Madonna del Rosario, opera gradevole dello svizzero Melchiorre Widmar, della seconda metà del '600.