
L'acqua è di un verde così intenso da sembrare irreale, quasi dipinta da qualcuno con troppa fantasia. Dziani Dzaha si apre improvvisamente davanti agli occhi dopo una breve camminata nel verde lussureggiante di Petite-Terre, la piccola isola gemella di Mayotte che ospita la capitale amministrativa Dzaoudzi. Non si tratta di un effetto ottico né di un filtro fotografico: quel colore smeraldo acceso è il risultato diretto della chimica particolare di queste acque, ricche di composti sulfurei e alghe che prosperano in un ambiente vulcanico unico nell'Oceano Indiano.

Mayotte è un territorio d'oltremare francese situato nell'arcipelago delle Comore, tra il Mozambico e il Madagascar. Dziani Dzaha è uno dei suoi tesori meno conosciuti, spesso ignorato dai viaggiatori che si concentrano sulla laguna corallina — una delle più grandi del mondo — senza mai avventurarsi verso l'interno di Petite-Terre. Chi si prende il tempo di salire fino al bordo del cratere, però, trova qualcosa di difficile da dimenticare.
Un cratere vulcanico nel mezzo dell'oceano

Il lago occupa la caldera di un antico vulcano spento, e la sua forma quasi perfettamente circolare è visibile chiaramente dall'alto. Le dimensioni non sono enormi — il lago ha un diametro di circa 160 metri — ma la profondità e la concentrazione di minerali vulcanici conferiscono all'acqua quella colorazione verde smeraldo così caratteristica. Le acque sono sulfuree e leggermente acide, il che le rende inadatte alla balneazione, ma straordinariamente fotogeniche e biologicamente interessanti.
La composizione chimica particolare del lago ha selezionato nel tempo una fauna e una flora adattate a condizioni estreme. Alcune specie di alghe e microrganismi riescono a sopravvivere in quest'ambiente che sarebbe ostile per la maggior parte degli organismi acquatici. È proprio questa specializzazione biologica a rendere Dziani Dzaha un sito di interesse scientifico oltre che paesaggistico.

I fenicotteri e la fauna del bordo cratere
Uno degli spettacoli più sorprendenti di Dziani Dzaha è la presenza dei fenicotteri sulle rive del lago. Questi uccelli dal piumaggio rosa frequentano le acque del cratere, e vederli riflessi su quella superficie verde intenso è un'immagine che rimane impressa. La loro presenza è legata alla disponibilità di alghe e piccoli organismi filtrabili nelle acque sulfuree, un habitat che pochi altri uccelli sarebbero disposti a tollerare.

Oltre ai fenicotteri, il sentiero che porta al lago attraversa una vegetazione densa dove è possibile osservare uccelli tipici dell'isola e, con un po' di fortuna, lemuri che si muovono tra gli alberi. Petite-Terre ospita infatti una piccola popolazione di lemuri dalla coda ad anelli, introdotti sull'isola in tempi recenti, che si sono adattati alla vegetazione locale.
Come arrivare e quando visitare

Dziani Dzaha si trova su Petite-Terre, raggiungibile da Mamoudzou — la città principale di Grande-Terre — tramite il traghetto che collega le due isole, con traversate frequenti durante il giorno. Da Dzaoudzi, il sentiero che conduce al lago è percorribile a piedi e richiede circa 20-30 minuti di cammino su un percorso non particolarmente impegnativo, anche se presenta alcuni tratti in salita. Si consiglia di indossare scarpe chiuse con buona presa, soprattutto nelle stagioni umide quando il terreno può diventare scivoloso.
Il momento migliore per visitare il lago è la mattina presto, quando la luce radente esalta il colore dell'acqua e le temperature sono ancora sopportabili. Mayotte ha un clima tropicale con una stagione secca (da maggio a novembre) e una stagione delle piogge (da dicembre ad aprile). La stagione secca è generalmente preferibile per le escursioni, con sentieri più asciutti e visibilità migliore. È consigliabile portare acqua a sufficienza, protezione solare e un repellente per gli insetti.
Un luogo ancora fuori dai circuiti di massa
Dziani Dzaha rimane uno dei luoghi meno frequentati di Mayotte, nonostante la sua accessibilità relativa. I visitatori stranieri che raggiungono Mayotte sono comunque pochi rispetto ad altre destinazioni dell'Oceano Indiano, e di questi una minoranza si avventura fino al bordo del cratere. Questo significa che è possibile godere del panorama in una quiete quasi assoluta, con il solo suono degli uccelli e il vento tra la vegetazione.
Non esistono strutture turistiche sul bordo del lago — nessun bar, nessun punto informazioni — e questo contribuisce a mantenere intatto il carattere selvaggio del luogo. Portare tutto il necessario da Dzaoudzi è indispensabile. Rispettare il sito senza lasciare rifiuti è fondamentale per preservare un ecosistema già fragile per natura. Chi cerca paesaggi vulcanici spettacolari lontani dalle folle troverà in questo lago smeraldo una delle immagini più potenti che l'Oceano Indiano sa offrire.
