L'eremo di San Domenico è una piccola chiesa, situata nel territorio del comune di Villalago (AQ), nella valle del Sagittario, sulla riva dell'omonimo Lago di San Domenico. Comprende una grotta scavata nella roccia calcarea, nella quale secondo la tradizione, attorno all'anno 1000 dimorò il monaco benedettino san Domenico. San Domenico proveniva da Sora, e fu ospitato presso il monastero benedettino di San Pietro de Lacu, oggi scomparso; in seguito andò anche nella vicina Cocullo, dove guarì una ragazza morsa da un serpente. Presso la strada ammansì anche un lupo, che aveva rapito un infante dalla culla, mentre i genitori spaccavano la legna nel bosco. E il miracolo verrà riproposto in tele votive sul portico dell'eremo. L'eremo vero e proprio fu costruito intorno al XV secolo, quando si diffuse il culto di san Domenico. Prima della costruzione della diga e della conseguente formazione del lago, nel 1929, l'eremo aveva l'esterno diverso, con portico a bifora e una facciata rientrante con finestrone, ed era accessibile da un ponte medievale in grave stato di conservazione. Con la diga fu costruito il nuovo ponte di pietra in stile finto medievale e fu rifatta la facciata dell'eremo. L'accesso al santuario avviene da un portichetto impreziosito da una bifora, riccamente decorata, che offre un magnifico panorama lacustre. All'interno del portico si conservano dei dipinti raffiguranti quattro miracoli attribuiti al Santo: il miracolo delle fave, il bambino restituito dal lupo, la trasformazione dei pesci dell'ingordo in serpi e il ragazzo caduto dalla quercia. Il portale della chiesa, finemente lavorato con motivi floreali, sembra che appartenesse precedentemente al Monastero di San Pietro. All'interno dela chiesa l'affresco della Madonna col Bambino e, dietro l'altare, la statua di San Domenico. Subito a destra dell'ingresso una piccola porticina conduce alla zona cultuale più antica e suggestiva: la grotta del Santo. Dopo alcune rampe di scale, ricavate anch'esse nel banco roccioso, si giunge alla stretta imboccatura della grotta chiusa da un basso cancelletto in ferro. Sul lato sinistro è posta una specie di tomba delimitata da quattro pilastrini posti ai lati del rettangolo: è il letto del Santo, dove egli riposava disteso su alcune travi lignee. Negli ultimi secoli il romitorio ha subito numerosi restauri e parziali ricostruzioni, soprattutto nel corso del '700 e agli inizi del '900, con la realizzazione dell'adiacente diga.