"Dal momento in cui nasciamo, il mondo tende ad avere un contenitore già costruito per farci stare dentro: Un numero di previdenza sociale, un genere, una razza, una professione o un Q.I. Mi chiedo se siamo più definiti dal contenitore in cui ci troviamo, piuttosto che da quello in cui siamo dentro. Ci riconosceremmo se potessimo espanderci oltre il nostro corpo? Saremmo ancora in grado di esistere se fossimo autenticamente "non contenuti"? - Paige Bradley
Un giorno, in un momento di sconforto per le difficoltà che incontrava nella sua vita artistica, la scultrice Paige Bradley non appena completata una sua opera, la gettò a terra con rabbia in segno di rifiuto. La statua cadendo si frantumò in mille pezzi.
Il rumore prodotto dalla statua nell'andare in pezzi, scosse l'artista che consapevole di essere stata lei stessa l'artefice della distruzione di una sua creazione, raccolse i pezzi e usando la tecnica giapponese del Kintsugi li riunì uno all'altro.
Incollò quindi i pezzi con cura e cercando di riparare alle fratture da lei stessa provocate, inserendo polvere d'oro nelle crepe.
L'effetto finale fu un effetto speciale di luce dall'interno, che diede alla “nuova” creazione un valore di straordinaria bellezza.
L'opera è stata originariamente installata al Brooklyn Bridge Parkma sfortunatamente non è più lì. Ora si trova infatti in una collezione privata.