La Evelyn Grace Academy è l'edificio che ha permesso allo studio di Zaha Hadid di vincere il Premio Stirling per il secondo anno consecutivo. Si tratta di un complesso architettonico costituito da quattro scuole diverse, che condividono servizi ed aree comuni. È un complesso che incarna il principio di origine americana di "scuole all'interno delle scuole", che prevede piccoli istituti indipendenti all'interno di un unico edificio. La scuola, costruita quasi interamente con fondi non pubblici, è una Academy, ovvero una struttura pubblica che, rispetto alla scuole tradizionali, gode di una maggiore indipendenza nelle scelte educative e riceve aiuti anche da sponsor privati.
La Evelyn Grace, in particolare, fa parte delle otto Academy della Fondazione ARK (Absolute Return for Kids), istituita da vari fondi di investimento che, in accordo col sistema pubblico, crea nuove scuole che vogliono offrire opportunità eccezionali ai bambini provenienti da contesti disagiati. Si tratta, infatti, di edifici costruiti in zone urbane difficili che cercano di innalzare la qualità del servizio formativo offerto.
La richiesta prevedeva un edificio scolastico per 1.200 studenti, divisi in due scuole medie e due scuole superiori da non più di 330 studenti l'una, da realizzare in un lotto che era circa quattro volte più piccolo della dimensione ritenuta usualmente ideale per tali capienze, in cui dovevano trovare spazio anche diversi campi da gioco e la pista d'atletica (Evelyn Grace è specializzata, oltre che in matematica e scienze, nelle attività sportive).
Dopo aver studiato l'ipotesi, preferita dagli urbanisti locali, di realizzare la scuola sul perimetro del lotto riprendendo le dimensioni e l'organizzazione delle piccole abitazioni tradizionali presenti sul sito, Zaha Hadid ha preferito compattare l'edificio organizzandolo come un singolo corpo di fabbrica. Un gesto unico e aperto, contraddistinto da trasparenza e riconoscibilità, che mira a "ricucire" il tessuto urbano discordante in cui si trova, attraverso una forma sinuosa che si inserisce, piegandosi, tra le due arterie stradali che caratterizzano il sito.
Esso si innesta su un asse centrale costituito da una pista di atletica di 100 m color rosso vivo che viene letteralmente scavalcata, a ponte, dalla Academy.