
Il profumo di pino ti avvolge prima ancora di vedere il mare. Il sentiero che da Komiža sale verso il faro di Host attraversa una pineta densa, silenziosa, lontana dal rumore dei traghetti e dei bar sul lungomare. Quando finalmente la torre bianca appare tra i rami, con il blu intenso dell'Adriatico sullo sfondo, si capisce perché questo angolo dell'isola di Vis rimane uno dei segreti meglio custoditi della Dalmazia.

Vis è già di per sé un'isola fuori dagli itinerari di massa: per decenni base militare jugoslava, è rimasta chiusa ai turisti stranieri fino al 1989, il che ha preservato una lentezza e un'integrità difficili da trovare altrove nell'Adriatico croato. Il faro di Host beneficia di questo isolamento stratificato: lontano dal capoluogo, raggiungibile solo a piedi, frequentato quasi esclusivamente da chi lo cerca con intenzione.
Il sentiero e l'arrivo al faro
Il percorso a piedi da Komiža al faro di Host richiede circa 30-45 minuti in salita moderata. Il tracciato non è segnalato in modo capillare, quindi conviene chiedere indicazioni agli abitanti del villaggio prima di partire o scaricare una traccia GPS offline. Il fondo è in parte sterrato, in parte su roccia calcarea: scarpe da trekking leggere sono consigliate, soprattutto se si arriva nei mesi estivi quando il terreno è secco e scivoloso.
Arrivati alla torre, il paesaggio che si apre è quello tipico dell'isola: calette di acqua trasparente ai piedi della scogliera, macchia mediterranea, silenzio interrotto solo dal vento e dai gabbiani. La struttura del faro è quella classica dell'architettura austro-ungarica che ha punteggiato le coste dalmate nel XIX secolo — torre cilindrica bianca, casa del guardiano annessa, tutto costruito per durare e per resistere all'isolamento.
Dormire nel cottage del guardiano
L'elemento che rende il faro di Host davvero singolare è la possibilità di affittare la casa del guardiano per una o più notti. L'Agenzia per la gestione dei fari croati — Plovput, l'ente statale che amministra la segnalazione marittima in Croazia — gestisce il noleggio di diverse abitazioni nei fari dell'Adriatico, e Host è tra le opzioni disponibili. I prezzi variano in base alla stagione e alla durata del soggiorno, ma si collocano generalmente in una fascia accessibile rispetto agli standard delle sistemazioni turistiche sull'isola.
Trascorrere la notte qui significa svegliarsi senza altri suoni che il mare, cucinare con quello che si porta da Komiža, e guardare la luce del faro girare nel buio. Non c'è connessione internet stabile, non c'è bar, non c'è nessuno. Per chi cerca un'esperienza di isolamento autentico — non performativo, non instagrammato — è difficile trovare di meglio nell'Adriatico.
Le calette sotto il faro
Scendendo dalla torre verso il mare si raggiungono alcune delle cale più silenziose dell'isola. L'acqua è cristallina, il fondale roccioso, la frequentazione minima anche nei mesi di luglio e agosto quando il resto di Vis si riempie di barche a vela. Non ci sono servizi — niente ombrelloni, niente chioschi, niente docce — il che scoraggia i visitatori meno motivati e preserva la qualità del posto.
Portare acqua e cibo a sufficienza è indispensabile. Chi arriva solo per la giornata dovrebbe calcolare almeno 2-3 ore tra il trekking, il tempo al faro e la discesa alle calette, più il ritorno a Komiža. Partire la mattina presto — intorno alle 8:00 — permette di godere della luce migliore per fare il bagno e di evitare il calore più intenso sulla salita del pomeriggio.
Come arrivare a Komiža e organizzare la visita
Vis si raggiunge in traghetto da Spalato (Split): la traversata dura circa 2 ore e 20 minuti con il traghetto lento, o meno con i catamarani stagionali. Il porto principale è Vis città, da cui Komiža dista circa 10 chilometri verso ovest — raggiungibile in autobus locale, in taxi o a noleggio di scooter o auto. Komiža è il punto di partenza naturale per il faro: è un villaggio di pescatori con qualche ristorante, un mercato mattutino e la possibilità di fare scorta di acqua e cibo prima del trekking.
Per prenotare la casa del guardiano è necessario contattare direttamente Plovput con anticipo, specialmente se si viaggia in alta stagione tra giugno e agosto. La disponibilità è limitata e la richiesta è cresciuta negli ultimi anni man mano che i fari croati hanno guadagnato attenzione tra i viaggiatori che cercano alternative alle sistemazioni tradizionali. Prenotare con almeno qualche settimana di anticipo è la scelta più prudente.
