Ferrara occupa un posto speciale tra le corti che nel periodo umanistico e rinascimentale popolano la pianura Padana. I secoli della signoria Estense sviluppano la città a partire dall'originaria pianta medievale secondo i nuovi criteri razionali e prospettici diventati punto di riferimento a partire dal XV secolo.
La città ospita una corte dove gli interessi culturali sono ampi e articolati, e ciò è dimostrato dall'opera di mecenatismo compiuto dagli Estensi in favore di intellettuali, scrittori, uomini di teatro e artisti di grande prestigio.
A testimonianza di un grande periodo per l'arte ferrarese, la Pinacoteca Nazionale di Ferrara conserva o offre al visitatore una significativa rassegna della pittura prodotta in città dal XIII al XVIII secolo, rendendola una delle attrazioni da visitare a Ferrara in occasione di un viaggio in città.Ospitata al piano nobile di Palazzo dei Diamanti, nelle sale comprendenti il magnifico salone d’onore e l’appartamento cinquecentesco di Virginia de’ Medici, la Pinacoteca Nazionale di Ferrara offre una significativa rassegna della pittura a Ferrara dal Due al Settecento: dai grandi cicli di affreschi medievali provenienti dalle chiese di San Bartolomeo e di Sant’Andrea, alle tele seicentesche dello Scarsellino, di Carlo Bononi e del Guercino, fino ai bozzetti dei Gandolfi e dei Crespi. Notevole è la raccolta di dipinti del Quattrocento, dai preziosi maestri del tardogotico a Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti e gli altri artefici dell’Officina ferrarese, cui si affiancano artisti forestieri come Gentile da Fabriano, Mantegna e Carpaccio. È parte delle collezioni fin dall'istituzione della Pinacoteca nel 1836 la serie di pale d’altare del Cinquecento provenienti dalle chiese cittadine, fra cui numerose opere di Garofalo – uno dei migliori seguaci di Raffaello in Nord Italia – l’imponente Polittico Costabili eseguito da quest’ultimo in collaborazione con il giorgionesco Dosso Dossi e i drammatici dipinti del Bastianino, con i quali si chiude l’epoca estense a Ferrara.