Non è un'escursione difficile ed è perfetta per una piacevole giornata in natura. Ideale per le famiglie, nel cuore dell'Abruzzo. La parete nord del monte Camicia è una bastionata rocciosa alta più di 1200 m e larga circa 2 chilometri. La base di questa parete è chiamata Fondo della Salsa. Qui si raccolgono le acque che precipitano dalla parete e che formano delle bellissime cascate. Infatti l'inizio estate, quando ancora i nevai sulla parete non si sono completamente sciolti, è il periodo migliore per questa escursione. Fino a poco tempo fa esisteva anche un nevaio perenne alimentato dalle numerose ed enormi valanghe che precipitano dalla parete. Poteva raggiungere molte decine di metri anche in piena stagione ma oggi è ormai scomparso ed è raro in estate trovare ancora dei resti di neve. Il Fondo della Salsa è uno dei luoghi più suggestivi dell'Appennino Centrale. Questa enorme muraglia aspra e verticale ha rappresentato da sempre un grande problema alpinistico. I primi a salire furono i teramani Bruno Marsili e Antonio Panza nel lontano 1934. Da Castelli si sale in direzione Rigopiano. Oltrepassato il piccolissimo borgo di San Salvatore, in prossimità di un netto tornante verso sinistra (3,5 Km circa da Castelli) si lascia l'auto nella stradina che dalla curva si inoltra nel bosco sulla destra (località Colle Rustico).Il sentiero (n°245) inizia a ridosso della strada, laddove uno spiazzo, distante poco più di una decina di metri, permette la sosta di quattro macchine contemporaneamente. Si entra nel bosco e ci si ritrova subito davanti un’area attrezzata per il pic-nic, con una panca in legno. Il sentiero si dirama e frontalmente, soprattutto in alcuni periodi dell’anno, è un letto di foglie. Si deve proseguire dritto, evitando di andare sulla destra: ci si ritroverebbe a ridosso di un casotto senza poter proseguire oltre. Quasi tutto il percorso è all’interno del bosco e questo aiuterà nel non soffrire il caldo nei mesi più caldi. Al contempo potrebbe rappresentare un pericolo in caso di temporale, per la possibile caduta di fulmini. La durata della marcia è di circa quaranta minuti, in cui si arriverà a ridosso di una parete rocciosa. Voltandosi si potrà vedere il paesaggio sullo sfondo, che guarda a Castelli. Continuando si dovrà guadare un torrente: non è pericoloso, tuttavia bisogna evitare passi falsi per non bagnarsi. Gli ultimi tornanti nella natura e ci si ritroverà sotto la montagna, laddove un ghiacciaio molto spesso trasforma il paesaggio.La prima regola, una volta arrivati al ghiacciaio, che caratterizza il Fondo della Salsa, è quella di evitare di attraversarlo: in alcuni punti è molto sottile e si rischia di ritrovarsi fra le rocce sottostanti, alcune delle quali molto spigolose. Meglio costeggiarlo fin dove si può. Il sentiero termina a ridosso di una pietra, utilizzata come lapide commemorativa. Un po’ come le grandi vette mondiali, in cui le rocce raccontano di scalatori morti per un sogno. Qui sono ricordati uno scalatore ventenne che negli anni ’70 precipitò per scalare il Monte Camicia, o il giovane pilote schiantatosi nel ghiacciaio nel 1994. In entrambi i casi sono visibili le corde utilizzate per la scalata e parte dei rottami dell’aereo.