Siena attinge tuttora la sua acqua potabile da varie fonti (non sorgenti), le cui origini in alcuni casi si perdono nel tempo, così come la realizzazione dell'incredibile rete di camere, passaggi e gallerie che si dipana nel sottosuolo della città: la distanza percorribile sottoterra a Siena è maggiore di quella delle sue strade in superficie. Se quella più pregevole artisticamente è la Fonte Gaia di Jacopo della Quercia, in piazza del Campo, tra le più grandi, e tuttavia sconosciuta ai più, è la mirabile fonte di Follonica. Sono giunti fino a noi tre archi romanici molto grandi, con volte a crociera a riparare le vasche. L'area in cui si trova la Fonte di Follonica è una vallata a est della città. La zona, che prende il nome di “Valle di Follonica”, siconfigurava durante la prima metà del XIV secolocome uno spazio aperto esterno al circuito murario cittadino fino al 1416, quando venne in esso inglobato.Non conosciamo con esattezza la data di costruzionedella Fonte di Follonica, ma sappiamo che nel 1226 giàsi parlava dell’esistenza di una “fonte vecchia”, dellaquale non rimane sinora traccia e di una “fontenuova”.
Il nome Follonica deriva dal latino fullones, cioè dai lavoratori di panni di lana che operavano in questa zona di Siena. La follatura era una fase importantissima nella lavorazione che consisteva nell’immergere il panno appena tessuto in bacini d’acqua e soda e nel pestarlo; talvolta il panno veniva sottoposto ai colpi di pesanti mazze, mosse spesso da un mulino ad acqua.
La fonte è situata sotto il convento di San Francesco, in un'area verde all'interno delle mura, accessibile dai giardini della contrada del Leocorno, accanto della San Giovannino della Staffa.