
La nebbia si alza lentamente dalle cime boscose del Parco Nazionale dei Vulcani, nel nord-ovest del Ruanda, mentre una guida segue tracce fresche sul terreno umido. A pochi metri di distanza, tra i rami di bambù spezzati e le foglie di ortica selvatica, si muove qualcosa di enorme: un silverback, il maschio dominante di una famiglia di gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei), che osserva il gruppo di visitatori con un'espressione che mescola indifferenza e consapevolezza. È uno di quei momenti che non si dimenticano.

Il villaggio di Kinigi funge da porta d'accesso principale al parco, ospitando il centro di registrazione dei trekker e diversi lodge. Il Parco Nazionale dei Vulcani — conosciuto in kinyarwanda come Parc National des Volcans — si estende su circa 160 chilometri quadrati lungo la catena dei Virunga, una serie di vulcani che raggiungono i 4.507 metri con il Monte Karisimbi. È qui che la primatologa Dian Fossey condusse le sue ricerche pionieristiche a partire dal 1967, fondando il campo di Karisoke tra i monti Karisimbi e Visoke.
La biodiversità della foresta montana

Il parco ospita una stratificazione ecologica straordinaria, visibile già durante il cammino verso i gorilla. Si attraversano prima le piantagioni agricole ai margini del parco, poi si entra nella fascia di bambù — densa, silenziosa, filtrata da una luce verde pallida — che cresce tra i 2.500 e i 3.000 metri di quota. Più in alto si apre la foresta di Hagenia e Hypericum, con alberi coperti di muschi e licheni che danno al paesaggio un aspetto quasi surreale.
La fauna del parco va ben oltre i gorilla. Durante i trekking è possibile avvistare il cercopiteco dorato (Cercopithecus kandti), specie endemica dei Virunga, oltre a bufali africani, duiker e decine di specie di uccelli tra cui il turaco di Ruwenzori. La ricchezza botanica include oltre 200 specie di piante documentate nella sola foresta montana.

L'incontro con i gorilla: come funziona
Il Ruanda gestisce i permessi di trekking attraverso il Rwanda Development Board. Ogni giorno vengono rilasciati permessi per un numero limitato di famiglie di gorilla abituate alla presenza umana — le cosiddette famiglie «habituate», che al momento del 2024 sono circa una dozzina nel parco. Ogni gruppo di visitatori è composto da un massimo di 8 persone per famiglia, e il tempo trascorso in prossimità dei gorilla è limitato a un'ora per ridurre lo stress sugli animali e il rischio di trasmissione di malattie.

Il costo del permesso è di 1.500 dollari americani a persona, una cifra elevata che contribuisce direttamente alla conservazione e alle comunità locali. Il trekking può durare da 2 a 8 ore a seconda della posizione del giorno della famiglia assegnata: le guide e i tracker del parco localizzano ogni mattina i gorilla prima della partenza dei visitatori. Portare bastoni da trekking — disponibili all'ingresso — è fortemente consigliato per i tratti ripidi e scivolosi.
La presenza di Dian Fossey e il suo lascito

A pochi chilometri da Kinigi si trova il Dian Fossey Gorilla Fund, che mantiene attivo il sito del campo di Karisoke e gestisce programmi di ricerca e conservazione. La tomba di Fossey si trova all'interno del parco, accanto a quella di Digit, il gorilla che divenne simbolo della sua battaglia contro il bracconaggio. Visitare il campo di Karisoke richiede un permesso separato e un trekking di circa 3-4 ore andata e ritorno.
Il lavoro di Fossey, reso celebre dal libro Gorilla nella nebbia del 1983 e dal successivo film, ha contribuito a far crescere la popolazione mondiale di gorilla di montagna da meno di 250 individui negli anni Ottanta agli oltre 1.000 censiti nel 2018, distribuiti tra Ruanda, Uganda e Repubblica Democratica del Congo. È uno dei pochi casi documentati di aumento di popolazione per una grande scimmia in pericolo critico.
Consigli pratici per il trekking a Kinigi
Il periodo migliore per visitare il parco cade durante le due stagioni secche: giugno-settembre e dicembre-febbraio. Durante la stagione delle piogge i sentieri diventano molto scivolosi e la visibilità nella foresta si riduce, anche se il parco rimane aperto tutto l'anno. Kinigi si raggiunge da Kigali in circa 2-2,5 ore di auto percorrendo la strada verso Musanze (ex Ruhengeri): molti lodge organizzano transfer dall'aeroporto internazionale di Kigali.
È obbligatorio presentarsi al centro di registrazione di Kinigi entro le 7:00 del mattino nel giorno del trekking. Portare con sé abbigliamento a strati impermeabili, scarpe da trekking con suola robusta, guanti lunghi per proteggersi dalle ortiche selvatiche e acqua a sufficienza per almeno mezza giornata. Le mascherine sono richieste in prossimità dei gorilla per prevenire la trasmissione di malattie respiratorie — i gorilla condividono circa il 98% del DNA umano e sono suscettibili agli stessi virus.
