Un boato sordo si avverte già da centinaia di metri di distanza, poi l'aria si fa umida e fredda, e infine appare lei: Gullfoss, la cascata glaciale che precipita in due salti distinti per un totale di 32 metri dentro una gola scavata dal fiume Hvítá nel corso di millenni. Siamo nella regione di Biskupstungur, nell'Islanda sudoccidentale, lungo quel circuito turistico noto come il Cerchio d'Oro che collega alcune delle formazioni naturali più drammatiche dell'isola. Qui il paesaggio non ha nulla di decorativo: è brutale, vivo, in continuo movimento.
Il nome Gullfoss significa letteralmente "cascata d'oro" in islandese, un riferimento al colore ambrato che l'acqua assume quando la luce del sole la attraversa in certi momenti della giornata. Il fiume Hvítá — che in islandese vuol dire "fiume bianco" — nasce dal ghiacciaio Langjökull, il secondo ghiacciaio più grande d'Islanda, e trasporta fino a Gullfoss acque cariche di sedimenti glaciali che conferiscono alla cascata quella tonalità lattiginosa e opaca così caratteristica. Non si tratta di acqua trasparente di montagna: è acqua pesante, antica, che porta con sé la memoria del ghiaccio.
La forza dell'acqua e la nebbia perpetua
Avvicinarsi alla cascata significa attraversare una zona di nebbia permanente generata dall'impatto dell'acqua sul fondo della gola. Questa umidità costante crea le condizioni ideali per la formazione di arcobaleni che nelle giornate di sole compaiono quasi ogni ora, spesso doppi, sospesi sopra il canyon come fenomeni meteorologici privati. Il visitatore che si posiziona sui percorsi pedonali che costeggiano la cascata — alcuni dei quali portano a pochi metri dal bordo del precipizio — si trova letteralmente immerso in questa nebbia, con gli abiti che si inumidiscono in pochi minuti.
La portata media del fiume Hvítá a Gullfoss è di circa 140 metri cubi al secondo, ma durante il disgelo primaverile può superare i 2.000 metri cubi al secondo, trasformando la cascata in qualcosa di quasi inimmaginabile. Il canyon in cui precipita l'acqua raggiunge una profondità di circa 70 metri e si estende per quasi 2,5 chilometri verso est, creando una frattura netta nel paesaggio lavico circostante che sembra quasi artificiale per la sua linearità.
La storia di Sigríður e la protezione del luogo
Gullfoss non è sempre stata protetta come lo è oggi. All'inizio del Novecento, investitori stranieri proposero di sfruttare la cascata per produrre energia idroelettrica. Fu Sigríður Tómasdóttir, figlia del proprietario terriero locale, a opporsi strenuamente al progetto, arrivando a minacciare di gettarsi nella cascata stessa in segno di protesta. Il progetto alla fine fallì per ragioni economiche, ma Sigríður è ricordata come una delle prime ambientaliste islandesi. Una sua effigie si trova nei pressi del sito, e il suo nome è ancora evocato come simbolo di resistenza alla speculazione sul paesaggio naturale. Nel 1975 Gullfoss fu ufficialmente protetta come riserva naturale.
Questa storia dà un senso diverso alla visita: camminare lungo i sentieri che portano alla cascata significa percorrere un luogo che qualcuno ha voluto salvaguardare con determinazione, in un'epoca in cui la tutela ambientale non era ancora un concetto diffuso. Il centro visitatori presente sul sito ospita una piccola mostra dedicata proprio a Sigríður e alla storia della cascata.
La fauna e la vegetazione intorno alla cascata
Il paesaggio intorno a Gullfoss è dominato da muschi e licheni che ricoprono le rocce laviche con una varietà di verdi, grigi e gialli. In estate, alcune specie di uccelli acquatici frequentano le rive del fiume Hvítá a monte della cascata. Il fringuello delle nevi e vari limicoli compaiono stagionalmente in quest'area, mentre nelle acque del fiume è possibile osservare la presenza di trote e salmoni durante le migrazioni. L'ecosistema è fragile e strettamente dipendente dalla qualità dell'acqua glaciale.
La vegetazione arbustiva — principalmente betulla nana e salici striscianti — appare sporadicamente nelle zone riparate dal vento, ma il paesaggio resta essenzialmente aperto, dominato dalla roccia e dall'acqua. È un ambiente che non concede ornamenti: tutto ciò che esiste qui ha una funzione precisa nella catena ecologica locale.
Consigli pratici per la visita
Gullfoss si raggiunge percorrendo la strada 35 dall'interno dell'Islanda, a circa 120 chilometri da Reykjavík. Il sito è accessibile tutto l'anno, ma in inverno le condizioni stradali possono essere difficili e alcuni sentieri vengono chiusi per sicurezza. L'orario migliore per visitare è la mattina presto, quando i gruppi turistici organizzati non sono ancora arrivati e la luce radente crea effetti cromatici particolari sulla nebbia. Portare sempre un abbigliamento impermeabile è indispensabile: la nebbia della cascata bagna in pochi minuti anche nelle giornate di sole. Calcolare almeno un'ora e mezza per percorrere tutti i sentieri con calma. L'ingresso al sito è gratuito; il parcheggio è a pagamento.