
Una campana di bronzo alta oltre tre metri domina una delle sale del Gyeongju National Museum, e il suo suono — secondo la leggenda — evoca il pianto di un bambino sacrificato durante la sua fusione. La Campana Emille, nota anche come Campana del Re Seongdeok, fu fusa nell'anno 771 d.C. durante il regno di Silla ed è considerata uno dei più grandi capolavori della metallurgia coreana medievale. Pesando circa 18,9 tonnellate, è esposta all'aperto nel padiglione dedicato, dove i visitatori possono osservarne da vicino i bassorilievi finemente incisi che raffigurano figure celestiali in volo.

Il museo si trova nel cuore di Gyeongju, l'antica capitale del regno Silla che governò la penisola coreana per quasi mille anni, dal 57 a.C. al 935 d.C. L'istituzione conserva oltre 30.000 manufatti provenienti dagli scavi dei tumuli funerari reali disseminati nella città e nei dintorni, rendendo questo museo uno strumento indispensabile per capire cosa si vede camminando tra le colline erbose di Daereungwon e degli altri siti archeologici della regione.
Le corone d'oro e i tesori delle tombe reali

Tra le collezioni più straordinarie del museo spiccano le corone d'oro Silla, recuperate dagli scavi di tumuli come il Tumulo di Cheonmachong e il Tumulo di Hwangnamdaechong. Queste corone, realizzate in lamina d'oro e decorate con pendenti a forma di virgola — i cosiddetti gogok — e foglie d'oro vibranti, non erano probabilmente destinate all'uso quotidiano ma alla sepoltura. Osservandole da vicino attraverso le vetrine illuminate, si nota la straordinaria precisione artigianale: ogni elemento è collegato con fili sottilissimi che permettevano ai pendenti di oscillare al minimo movimento.
Accanto alle corone sono esposti cinture in oro, scarpe funerarie in bronzo dorato, braccialetti e collane con perle di vetro importate dall'Asia centrale, testimonianza concreta dei contatti commerciali che il regno Silla intratteneva lungo le rotte della Via della Seta. Questi oggetti non sono riproduzioni: sono gli originali estratti dalla terra di Gyeongju nel corso del Novecento.

Il padiglione Wolji e i reperti del palazzo reale
Una sezione separata del museo è dedicata ai reperti rinvenuti nel laghetto artificiale Wolji (noto anche come Anapji), costruito nel 674 d.C. per volere del re Munmu. Quando il laghetto fu prosciugato parzialmente negli anni Settanta del Novecento, emerse una quantità straordinaria di oggetti in legno, ceramica e metallo perfettamente conservati dal fango anaerobico. Tra questi, tavolette di legno con iscrizioni che documentano la vita amministrativa del palazzo e giocattoli che restituiscono un'immagine inaspettatamente quotidiana della corte Silla.

Questi reperti sono esposti in una sala con illuminazione ridotta per proteggere i materiali organici, e l'atmosfera raccolta invita a soffermarsi sui dettagli: i segni di usura sulle tavolette, le decorazioni geometriche sulle ceramiche, la forma ergonomica di alcuni utensili. È una delle sezioni meno affollate del museo, spesso trascurata dai visitatori che si concentrano sulle corone d'oro, ma tra le più evocative.
Informazioni pratiche per la visita

Il Gyeongju National Museum si trova a breve distanza dal centro città ed è raggiungibile a piedi o in bicicletta dalla stazione degli autobus di Gyeongju. L'ingresso è gratuito per le collezioni permanenti, il che lo rende una tappa accessibile per qualsiasi tipo di viaggiatore. Il museo è aperto tutti i giorni eccetto il lunedì, con orari che variano leggermente tra stagione estiva e invernale: è consigliabile verificare sul sito ufficiale prima della visita.
Il momento migliore per visitare è la mattina nei giorni feriali, quando i gruppi scolastici coreani sono meno presenti. Calcolare almeno due ore e mezza per vedere con attenzione le collezioni principali, tre ore se si vuole includere il giardino esterno dove si trovano la Campana Emille e alcune lanterne di pietra originali. Portare scarpe comode: il percorso tra i padiglioni interni ed esterni richiede una certa camminata. Una visita al museo prima di esplorare i tumuli di Daereungwon e il sito di Bulguksa aiuta a contestualizzare ciò che si vedrà all'esterno, trasformando semplici colline erbose e pietre in luoghi carichi di significato preciso.
