Un primo nucleo fortificato, situato sulla sommità del colle, in vista del gruppo del Monviso, esisteva già nel XIII secolo. Il Castello della Manta inizia ad assumere l'aspetto attuale ad opera dei Saluzzo della Manta all'inizio del Quattrocento. Castello medievale prima e residenza signorile poi.Il Castello è stato abbandonato fino al 1984, quando per merito del FAI sono stati avviati i lavori di recupero e restauro che hanno riportato il complesso alla sua condizione originaria. Il Castello della Manta custodisce nel salone baronale una delle più stupefacenti testimonianze della pittura del gotico internazionale, il ciclo di affreschi nella Sala Baronale. Valerano, signore di Manta dal 1416, operò organicamente per costruire il suo castello in struttura residenziale aggiornata sui modelli funzionali e decorativi dell'epoca tardogotica. La serie dei nove eroi e delle nove eroine dell'antichità e la scena della Fontana della Giovinezza furono affrescate poco dopo il 1420 da un ignoto pittore detto "Maestro della Manta". Il messaggio sociale e politico, affidato al Ciclo dei Prodi e delle Eroine che si presentavano a chi entrava nel salone per conferire con Valerano, era chiaramente autocelebrativo. I personaggi, esempi di virtù e eroismo, ripresi dalla tradizione classica, presentano abiti preziosi strettamente legati alla moda delle corti internazionali dell'inizio del ‘400 e si riferiscono presumibilmente a protagonisti del casato dei Saluzzo della Manta. La sala delle grottesche, nell'appartamento di rappresentanza voluto da Michelantonio nel 1560, è uno degli ambienti più significativi del castello. La volta, a padiglione con unghie è interamente decorata da dipinti e stucchi: fantasie fitomorfiche tipiche delle grottesche, rovine classiche o architetture rinascimentali, allegorie delle Virtù. Nel maniero è presente anche una chiesa con decorazioni a stucco e pitture manieriste.