Il castello di Cefalà Diana, nell’omonimo paese del palermitano, sorge nei pressi della vecchia Magna via Panormi, la strada che una volta collegava Agrigento alla capitale dell’isola. Posizionato sopra un costone roccioso in un punto strategico per il controllo del passaggio delle merci che dall’entroterra venivano portate in città, il castello fu abitato quasi esclusivamente da guarnigioni militari.Dal paese di Cefalà Diana, famoso anche per i bagni arabi, percorrendo una strada lastricata si giunge quasi ai piedi del complesso. Non è il percorso originale questo: quello antico è stato ingoiato dalla vegetazione. Il castello è edificato direttamente sulla roccia ed è chiuso da una cinta muraria che ne determina la forma triangolare che si adatta alla configurazione del terreno. Il muro di recinzione era coronato da una merlatura e presenta spessori diversi a seconda della parte che doveva difendere: circa 80 cm nella zona nord ed est a strapiombo, difficile da attaccare; oltre il metro e quaranta nella zona più vulnerabile nel lato ovest, lungo il cui muro era costruito un camminamento dove potevano essere posizionati gli uomini di guardia.A sud, il monumentale portone d’ingresso, oggi in gran parte distrutto, era a doppia porta dentro una torre.Nel punto più alto dello sperone, costruita direttamente sulla roccia, la grande torre mastra. La forma è rettangolare (12,60 x 8,40 metri ed altezza 20 metri) ed è suddivisa su tre o quattro livelli, considerando il piano terra, due piani e il terrazzo.Oggi del castello di Cefalà Diana rimangono poco più che dei ruderi, ma il fascino rimane inalterato. Come altri esemplari simili, questi complessi medievali essendo isolati, rimangono al di fuori dei circuiti del turismo e per questo è difficile mantenerli e restaurarli.