Fondato nel 1764 da Caterina la Grande, il Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, in Russia, è un enorme museo d'arte e cultura che espone i punti salienti di una collezione di oltre 3 milioni di oggetti sparsi in tutto il mondo. La storia architettonica del Museo dell'Ermitage è profondamente legata a quella del Palazzo d'Inverno, la residenza imperiale degli Zar che, insieme ad altri quattro edifici, ospita oggi il museo.
Il progetto del palazzo fu commissionato nel 1754 dall'imperatrice Elisabetta di Russia all'architetto russo di origine italiana Bartolomeo Rastrelli, allo scopo di creare una sontuosa residenza reale in stile barocco nel luogo in cui sorgeva un palazzo più piccolo, affacciato sul fiume Neva, costruito da Pietro il Grande circa 40 anni prima.
Dopo la morte di Elisabetta, la nuova imperatrice, Caterina II, commissionò un sostanziale ampliamento del palazzo in forme neoclassiche, oltre alla costruzione di una serie di nuovi edifici progettati da architetti russi, italiani e francesi, tra cui Ivan Starov, Yuri Velten, Giacomo Quarenghi e Jean-Baptiste Vallin de la Mothe. Completato intorno al 1795, il nuovo complesso monumentale - che comprendeva, oltre al Palazzo d'Inverno, altri due palazzi e un teatro - fu chiamato "Hermitage" (da un termine francese che significa "ritiro"). Uno dei nuovi palazzi, il cosiddetto Grande Ermitage, era destinato a ospitare la collezione d'arte dell'imperatrice, che comprendeva soprattutto dipinti di antichi maestri fiamminghi, olandesi e italiani. La collezione fu successivamente ampliata per includere anche sculture antiche, disegni, gioielli, monete e medaglie.
Nel 1852, l'imperatore Nicola I aprì la collezione al pubblico (anche se non a tutti, ma solo a visitatori selezionati), istituendo così il primo museo statale in Russia. Nel 1917, dopo la Rivoluzione russa, il museo e l'ex palazzo imperiale furono finalmente aperti al pubblico.