Il quadrilatero di Melara è stato progettato da un nutrito gruppo di professionisti triestini (in numero di 29) selezionato dall'Ordine degli Architetti e degli Ingegneri, coordinati da Carlo Celli dello studio Celli di Trieste e costruito tra il 1969 e il 1982 sotto le teorie socio-architettoniche di Le Corbusier. Figlio di un’epoca in cui si inseguiva la totale convergenza tra la dimensione architettonica e la dimensione urbana, certamente debitore della ricerca sulla residenza collettiva di Le Corbusier (Unitè d’Habitation, ilot insalubre) e al tempo stesso della poetica brutalista di matrice anglosassone e delle visioni utopiche degli anni Sessanta, il complesso di Rozzol Melara domina dall’alto la città di Trieste e il suo golfo. Immaginato come una parte di città autosufficiente per 2.500 abitanti, l’intervento di Rozzol Melara è costituito da un enorme quadrilatero di 200 metri di lato, tagliato da una strada diagonale carrabile nord-sud che sottopassa il sistema dei servizi comuni costituito da spazi polifunzionali, un ufficio postale, un’arena all’aperto, a sua volta impostato su un sistema cardo-decumano orientato secondo le direzioni del grande recinto.La sterminata corte-piazza, estesa per più di 3 ettari, interagisce in modo articolato con la morfologia del terreno in pendenza: il quadrilatero è composto da due corpi a “L”, l’uno – posto verso monte – alto il doppio dell’altro, rivolto verso valle; i due corpi sono collegati tra loro da passerelle metalliche che rendono continua la strada pedonale interna, scandita da grandi finestre a oblò, che suddivide in due parti il corpo della “L” più elevata.