
A 3.000 metri di quota, l'altopiano del Jabal Akhdar — letteralmente «la montagna verde» in arabo — si stacca nettamente dal paesaggio arido che lo circonda. Salendo da Al Hamra lungo la strada che taglia le pareti rocciose del Hajar Occidentale, il cambio di atmosfera è immediato: l'aria si raffredda di diversi gradi, le rocce color ocra lasciano spazio a terrazze coltivate e, in primavera, a distese di rose damascene che profumano i villaggi di Saiq e Ash Shirayjah.

Il Jabal Akhdar fa parte della catena montuosa Al Hajar, che attraversa il nord dell'Oman, e il suo altopiano principale — conosciuto come Saiq Plateau — è raggiungibile solo con un veicolo a trazione integrale, requisito imposto dalle autorità omanite al checkpoint militare alla base della montagna. Questo filtro ha contribuito a preservare il carattere autentico dei villaggi sommitali, dove le abitazioni in pietra si aggrappano ai bordi di wadi profondi centinaia di metri.
I colori dell'alba sul wadi

All'alba, quando la luce radente colpisce le pareti verticali del Wadi Ghul — spesso citato come il Grand Canyon dell'Arabia per la sua profondità che supera i 1.000 metri — le rocce assumono una gamma cromatica che va dall'arancione bruciato al viola scuro nelle zone ancora in ombra. Dal belvedere vicino al villaggio abbandonato di Al Ghul, accessibile con una breve camminata dal parcheggio principale, si può osservare l'intera sequenza di strati geologici che compongono le pareti del canyon: bande di calcare chiaro alternate a rocce più scure, visibili a occhio nudo senza bisogno di attrezzatura.
Le prime ore del mattino sono anche il momento in cui i coltivatori locali lavorano nelle terrazze, irrigate ancora oggi attraverso un sistema di falaj — canali d'acqua tradizionali che l'UNESCO ha riconosciuto come Patrimonio dell'Umanità nel 2006. Vedere l'acqua scorrere lungo questi canali scavati nella roccia, mentre il sole illumina le terrazze di melograni e noci, è uno di quei dettagli che non si trovano nelle fotografie promozionali.

La fioritura delle rose damascene in primavera
Tra fine marzo e metà aprile, i villaggi dell'altopiano si riempiono del profumo della Rosa damascena, la varietà coltivata qui da secoli per produrre acqua di rose e olio essenziale. Le rose vengono raccolte a mano nelle prime ore del mattino, quando la concentrazione di oli essenziali è massima, e distillate in piccoli impianti artigianali presenti nei villaggi. Ad Ash Shirayjah è possibile osservare il processo di distillazione e acquistare direttamente dai produttori l'acqua di rose omanita, diversa per intensità da quella che si trova nei mercati delle città costiere.

Durante la fioritura, i terrazzamenti che in altri periodi dell'anno appaiono come semplici filari di cespugli bassi si trasformano in fasce di colore rosa intenso che contrastano con il grigio della roccia e il cielo spesso terso a quella quota. La luce del pomeriggio, più calda e laterale rispetto a quella di mezzogiorno, esalta questa combinazione cromatica in modo particolarmente efficace tra le 15:00 e le 17:00.
Il tramonto e la notte stellata

Al tramonto, le tonalità cambiano rapidamente. Le pareti rocciose del wadi passano dall'oro al rosso mattone nel giro di pochi minuti, mentre le ombre si allungano sul fondo del canyon fino a farlo sembrare un abisso senza fondo. Dal terrazzo del Anantara Al Jabal Al Akhdar Resort — struttura di lusso costruita sul bordo di una scogliera a picco sul wadi — la vista al tramonto è aperta su tutto il canyon, ma esistono belvedere pubblici accessibili gratuitamente a pochi minuti di guida che offrono prospettive simili senza costi di accesso.
Dopo il tramonto, l'assenza di inquinamento luminoso a questa quota rende il cielo notturno eccezionalmente limpido. La Via Lattea è visibile a occhio nudo nelle notti senza luna, e la temperatura scende spesso sotto i 10°C anche in estate, rendendo necessario un abbigliamento a strati che molti visitatori provenienti dalle città costiere dell'Oman sottovalutano.
Consigli pratici per la visita
Il checkpoint militare alla base della montagna verifica che ogni veicolo sia a trazione integrale 4x4: non ci sono eccezioni e non è possibile noleggiare un veicolo adeguato sul posto, quindi è necessario organizzarsi prima della partenza da Muscat o Nizwa. La strada da Nizwa fino all'altopiano richiede circa un'ora di guida, con tratti a pendenza elevata e curve strette. Il periodo migliore per visitare è da ottobre ad aprile, quando le temperature sull'altopiano sono tra i 10°C e i 22°C; in estate la montagna è frequentata dagli omaniti stessi per sfuggire al caldo della costa, ma i prezzi degli alloggi aumentano sensibilmente.
Chi intende pernottare sull'altopiano — scelta consigliata per godere dell'alba e del tramonto — troverà opzioni che vanno dai resort di lusso ai guesthouse nei villaggi, questi ultimi gestiti spesso da famiglie locali e prenotabili tramite le principali piattaforme online. Portare contanti è prudente, poiché non tutti gli esercizi accettano carte di credito.
