
A 3.009 metri di altitudine, il Jebel Shams è la vetta più alta dell'Oman, e il panorama che si apre dal suo bordo non lascia spazio a preparazione mentale sufficiente. Davanti agli occhi si spalanca il Wadi Ghul, una gola profonda circa 1.000 metri scavata nel calcare antico delle montagne Hajar, tanto imponente da essere spesso paragonata al Grand Canyon americano. Le pareti rocciose precipitano verticalmente verso il fondovalle, dove si intravedono i resti abbandonati di un antico villaggio, Ghul, ormai deserto da decenni.

Il nome Jebel Shams significa letteralmente Montagna del Sole in arabo, un riferimento alla sua posizione esposta e alla luce che la investe per quasi tutto il giorno. Si trova nella regione di Al Dakhiliyah, raggiungibile dalla città di Al Hamra, uno dei borghi storici meglio conservati dell'Oman interno, con le sue case in fango essiccato che resistono ancora oggi al passare del tempo.
I colori della gola nelle diverse ore del giorno

All'alba, quando la luce è ancora radente e arancione, le pareti calcaree del canyon assumono tonalità che vanno dall'ocra profondo al rosso mattone. Le ombre si allungano nel fondovalle creando un contrasto netto tra le zone illuminate e quelle ancora buie, e la gola appare più profonda di quanto non sia in realtà. È il momento in cui la roccia sembra quasi viva, stratificata in bande di colore che raccontano milioni di anni di depositi geologici.
A mezzogiorno la luce diretta appiattisce i contrasti, ma rivela i dettagli delle pareti: le fratture verticali, i piccoli arbusti aggrappati alle sporgenze, le tracce di sentieri che scendono verso il basso. Al tramonto il fenomeno si inverte rispetto all'alba: le pareti occidentali si accendono di rosso e viola mentre quelle orientali scivolano nell'ombra blu, e per pochi minuti l'intera gola sembra sospesa tra due paletti di luce. Il cielo notturno, privo di inquinamento luminoso, è uno spettacolo separato e altrettanto intenso.

Il sentiero W6 e cosa si vede camminando
Il percorso più conosciuto per esplorare il bordo del canyon è il sentiero W6, un tracciato che costeggia il ciglio della gola per alcuni chilometri e che non richiede attrezzatura tecnica da arrampicata. Lungo il percorso si incontrano i resti del villaggio abbandonato di Ghul visibili dall'alto, alcune terrazze agricole in pietra costruite secoli fa dagli abitanti locali per coltivare sui fianchi della montagna, e diversi punti panoramici naturali dove il bordo si affaccia direttamente sul vuoto.

Il fondo della gola, visibile ma non facilmente raggiungibile a piedi dal sentiero principale, mostra la presenza di vegetazione lungo il corso d'acqua stagionale che la percorre. In certi punti del tracciato si vedono capre selvatiche — gli stambecchi arabici — muoversi con disinvoltura sulle pareti rocciose quasi verticali. La distanza dal bordo al fondovalle è tale che gli animali sembrano in miniatura anche quando si trovano relativamente vicini.
Come arrivare e consigli pratici

Per raggiungere Jebel Shams è necessario un veicolo 4x4: la strada asfaltata sale fino a un certo punto, ma l'ultimo tratto verso il plateau sommitale e i punti panoramici principali richiede trazione integrale, specialmente nel tratto finale che porta al resort e ai parcheggi vicini al canyon. Da Muscat il percorso in auto dura circa 3 ore, passando per Nizwa, la città storica con la sua fortezza circolare del XVII secolo.
Il momento migliore per visitare è tra ottobre e marzo, quando le temperature in quota si mantengono tra i 5 e i 20 gradi centigrade. D'estate il calore nelle valli sottostanti è estremo, ma in quota le temperature restano più tollerabili rispetto alla costa, anche se il sole è comunque intenso. Portare acqua in quantità abbondante è indispensabile: i servizi lungo il sentiero sono minimi. Arrivare all'alba richiede di pernottare in zona — esistono alcune strutture ricettive sull'altopiano — oppure di partire da Al Hamra o Nizwa nelle ore più buie della notte.
L'altopiano e il contesto geologico
Le montagne Hajar, di cui il Jebel Shams è il punto più alto, sono composte prevalentemente da calcare e ofiolite, rocce che testimoniano un antico fondale oceanico sollevato dalla tettonica delle placche circa 90 milioni di anni fa. Questa origine marina spiega la presenza di fossili marini in quota e le caratteristiche stratificazioni orizzontali visibili sulle pareti del canyon.
L'altopiano sommitale è relativamente piatto e brullo, con una vegetazione rada di arbusti adattati all'aridità e al vento. In inverno non è raro trovare temperature sotto zero nelle ore notturne, e occasionalmente si registrano nevicate leggere, fenomeno raro nell'intera penisola arabica. Questa combinazione di quota, isolamento e paesaggio lunare rende il Jebel Shams un luogo fisicamente distante da qualsiasi immaginario turistico convenzionale dell'Oman.
