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Jeju Island: vulcani, lava e spiagge nere della Corea
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Parchi e giardini

Jeju Island: vulcani, lava e spiagge nere della Corea

Il vento soffia forte sulla vetta dell'Hallasan, il vulcano spento che domina Jeju Island con i suoi 1.950 metri di altitudine, il punto più alto dell'intera Corea del Sud. Al centro del cratere sommitale si trova il lago Baengnokdam, uno specchio d'acqua di origine vulcanica che...

Photo · Rania N.

Jeju Island: vulcani, lava e spiagge nere della Corea — Jeju Island.

Dove
Jeju Island
Tipo
Parchi e giardini
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Jeju Island: vulcani, lava e spiagge nere della Corea | Secret World Trip Planner

Il vento soffia forte sulla vetta dell'Hallasan, il vulcano spento che domina Jeju Island con i suoi 1.950 metri di altitudine, il punto più alto dell'intera Corea del Sud. Al centro del cratere sommitale si trova il lago Baengnokdam, uno specchio d'acqua di origine vulcanica che appare e scompare a seconda delle stagioni e delle piogge. Jeju non è semplicemente un'isola balneare: è un territorio costruito interamente dall'attività vulcanica, dove ogni paesaggio — dalle coste frastagliate alle pianure interne — racconta milioni di anni di eruzioni e raffreddamenti.

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L'isola si trova a circa 80 chilometri a sud della penisola coreana e amministrativamente costituisce una provincia autonoma speciale. Nel 2007, l'UNESCO ha riconosciuto Jeju come Patrimonio Naturale dell'Umanità, inserendo tre siti distinti: il vulcano Hallasan con le sue riserve naturali, i coni vulcanici secondari chiamati oreum, e il sistema di tunnel lavici di Geomunoreum. Questo triplice riconoscimento è raro a livello mondiale e riflette la straordinaria integrità geologica dell'isola.

I tunnel di lava di Manjanggul

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Tra i tunnel lavici dell'isola, Manjanggul è il più visitabile e uno dei più spettacolari al mondo. Si estende per circa 7,4 chilometri di lunghezza totale, ma solo il primo chilometro è aperto al pubblico. All'interno la temperatura rimane costante intorno ai 11-12 gradi Celsius tutto l'anno, indipendentemente dalla stagione esterna. Il dettaglio visivamente più impressionante è la colonna lavica alla fine del tratto visitabile: alta circa 7,6 metri, è considerata una delle più grandi al mondo del suo genere.

Le pareti del tunnel mostrano chiaramente le diverse colate che si sono sovrapposte nel tempo, con striature orizzontali di colori diversi che i geologi chiamano lava marks. Il pavimento è irregolare e umido, quindi è indispensabile portare scarpe con suola antiscivolo. L'ingresso costa circa 4.000 won per gli adulti. Il sito si trova nella parte nord-orientale dell'isola, vicino al villaggio di Gimnyeong, e si raggiunge comodamente in autobus dalla città di Jeju.

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Le spiagge di sabbia nera e le coste di basalto

Le spiagge di Jeju non assomigliano a quelle del Mediterraneo. La sabbia vulcanica scura caratterizza molti tratti costieri, mentre le scogliere di basalto nero emergono direttamente dal mare creando profili frastagliati. Hyeopjae Beach, sulla costa occidentale, è una delle poche spiagge con sabbia chiara e acque turchesi, molto frequentata dai turisti coreani durante l'estate. La costa meridionale invece offre paesaggi più selvaggi, con formazioni rocciose come Jungmun Daepo Jusangjeolli, una scogliera di colonne basaltiche esagonali che ricorda vagamente la Selciato del Gigante in Irlanda del Nord.

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Lungo le coste si incontrano ancora le haenyeo, le tradizionali donne sub di Jeju. Questa pratica, tramandata di generazione in generazione, è stata iscritta dall'UNESCO nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale nel 2016. Le haenyeo immergono senza bombole di ossigeno per raccogliere ricci di mare, abalone e altri molluschi. Oggi la maggior parte delle praticanti ha più di cinquant'anni, e questa tradizione è considerata a rischio di estinzione.

Hallasan: salire sul tetto della Corea

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Il parco nazionale di Hallasan offre diversi percorsi escursionistici di difficoltà variabile. Il sentiero Seongpanak, lungo circa 9,6 chilometri in salita, è il percorso principale per raggiungere il cratere sommitale ed è percorribile in circa quattro ore di cammino. Il sentiero Eorimok, più breve e meno impegnativo, porta a una piattaforma panoramica senza raggiungere la vetta. La flora cambia significativamente con l'altitudine: dalle foreste subtropicali alle quote basse si passa alle praterie alpine vicino alla cima.

Un dettaglio pratico fondamentale: i cancelli di accesso ai sentieri verso la vetta chiudono nel primo pomeriggio (gli orari esatti variano per stagione e sentiero), e chi non ha superato il cancello entro l'orario limite non può proseguire. È quindi essenziale partire al mattino presto, idealmente prima delle 9:00, per avere tempo sufficiente per salire e scendere in sicurezza. In inverno la neve rende alcuni percorsi scivolosi e l'accesso può essere limitato.

Come organizzare la visita a Jeju

Jeju City è il principale hub dell'isola e ospita l'aeroporto internazionale, collegato con voli diretti da Seoul (circa un'ora di volo), ma anche da alcune città asiatiche. In alternativa esiste un traghetto da Mokpo e da altri porti della costa meridionale coreana. Per muoversi sull'isola il mezzo più pratico è l'auto a noleggio, disponibile all'aeroporto: i trasporti pubblici esistono ma le frequenze verso i siti più remoti sono limitate.

Il periodo migliore per visitare l'isola è la primavera (marzo-aprile), quando i ciliegi e i fiori di colza gialli ricoprono i campi, oppure l'autunno (ottobre-novembre), con temperature miti e foglie colorate. L'estate è afosa e molto frequentata dai turisti coreani. L'inverno è ventoso e freddo in quota, ma permette di visitare i siti principali con meno folla e prezzi degli alloggi più bassi.

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