Le mura di Kotor salgono verticalmente lungo la roccia calcarea del Monte San Giovanni come se la pietra stessa avesse deciso di difendere la città. Camminare lungo le antiche fortificazioni veneziane significa percorrere quasi 4,5 chilometri di bastioni che racchiudono uno dei centri storici medievali meglio conservati dell'Adriatico orientale. La città vecchia di Cattaro, iscritta nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO dal 1979, non si limita a mostrare il suo passato: lo abita ancora, tra panni stesi tra palazzi del Quattrocento e gatti che dormono sui gradini di chiese bizantine.
Il contesto geografico è già di per sé straordinario. Kotor sorge in fondo alle Bocche di Cattaro, un sistema di baie che i geografi discutono se chiamare fiordo o ria, ma che visivamente ricorda i fiordi norvegesi: acqua scura, montagne che precipitano nell'Adriatico, borghi aggrappati alle pareti rocciose. Questa posizione ha reso la città un punto strategico conteso per secoli da Bisanzio, dai re serbi medievali, da Venezia e infine dall'Austria-Ungheria, lasciando su ogni vicolo e ogni facciata tracce di dominazioni sovrapposte.
L'architettura veneziana nel cuore della città
La Porta della Marina, costruita nel 1555, è il principale ingresso alla città vecchia e porta ancora scolpito il leone di San Marco, simbolo della Repubblica di Venezia che governò Kotor per quasi quattro secoli, dal 1420 al 1797. Attraversata questa soglia, ci si trova in un labirinto di vicoli lastricati dove il piano terra degli edifici ospita botteghe e caffè, mentre i piani superiori mostrano bifore gotiche e balconi in pietra grigia tipici dell'architettura dalmata.
La Piazza delle Armi, cuore pulsante della città vecchia, è dominata dalla Torre dell'Orologio, eretta nel 1602. Accanto si apre la Cattedrale di San Trifone, patrono della città, la cui costruzione iniziò nel 1166 secondo le fonti storiche, anche se l'edificio fu più volte rimaneggiato dopo i terremoti che colpirono la regione. All'interno, il ciborio romanico e i frammenti di affreschi medievali sono tra i dettagli che vale la pena cercare con attenzione.
Le mura e la salita al forte di San Giovanni
Il percorso sulle mura è una delle esperienze fisicamente più impegnative e visivamente più ricompensanti che Kotor offre. Si parte dalla Porta del Fiume, nella parte settentrionale della cinta muraria, e si sale attraverso circa 1.350 gradini fino alle rovine del Forte di San Giovanni, posto a 260 metri di quota sopra il livello del mare. Il percorso richiede mediamente tra i 45 minuti e un'ora e mezza a seconda del passo, e lungo la salita si trovano la Chiesa di Nostra Signora della Salute e la Chiesa di San Giovanni.
Il biglietto d'ingresso per le mura costa circa 8 euro per gli adulti, una cifra che include l'accesso all'intero percorso. La vista dalla sommità ripaga ogni gradino: le Bocche di Cattaro si aprono verso ovest come un dipinto, con l'isoletta di San Giorgio che emerge dall'acqua scura e i profili delle montagne che sfumano verso l'orizzonte. Chi soffre di vertigini troverà alcuni tratti del percorso piuttosto esposti, con gradini stretti e parapetti bassi.
Le chiese bizantine e il patrimonio religioso
All'interno delle mura si contano una decina di chiese, molte delle quali risalenti al periodo medievale. La Chiesa di San Luca, costruita nel 1195, è un esempio particolarmente interessante perché fu usata per secoli sia dai cattolici che dagli ortodossi, e conserva ancora due altari che testimoniano questa coesistenza. La piccola dimensione dell'edificio, con la sua abside semicircolare e i mattoni alternati alla pietra, è caratteristica del romanico adriatico.
La Chiesa di Santa Maria Collegiata e quella di San Michele completano un itinerario religioso che si percorre quasi senza accorgersene, dato che le chiese sono disseminate tra le case come elementi naturali del tessuto urbano. Molte sono aperte solo in determinati orari e alcune richiedono un piccolo contributo all'ingresso.
Consigli pratici per visitare Kotor
Il momento migliore per salire sulle mura è nelle prime ore del mattino, prima delle 9:00, quando la luce è più morbida e i crocieristi delle navi da crociera — che attraccano regolarmente nel porto tra aprile e ottobre — non hanno ancora invaso i vicoli. D'estate le temperature sulla salita possono diventare intense: acqua abbondante e scarpe da trekking leggere sono indispensabili. In bassa stagione, tra novembre e marzo, molti negozi chiudono ma la città acquista un'atmosfera più autentica e silenziosa.
Kotor è raggiungibile in autobus da Dubrovnik in circa due ore e mezza, oppure dall'aeroporto di Tivat, distante solo una quindicina di chilometri. Parcheggiare fuori dalle mura è obbligatorio: le auto non possono entrare nella città vecchia. Chi vuole dormire all'interno delle mura troverà diversi bed and breakfast ricavati negli edifici storici, un'esperienza che cambia completamente la percezione del luogo una volta che i visitatori giornalieri se ne vanno.