La cattedrale di San Paragorio, emblema del romanico ligure, risale al XII secolo ed è stata costruita ai piedi della collina di San Michele sui resti di una chiesa primitiva: scavi archeologici hanno messo in luce resti di una fase protoromanica (IX-X secolo) e le tracce di un edificio paleocristiano (VI-VII secolo) affiancato da una necropoli altomedievale. In seguito al terremoto del 1887 la chiesa, gravemente danneggiata, è stata sottoposta a radicali lavori di restauro e consolidamento, sotto le direttive di Alfredo D'Andrade: rifacimento delle absidi minori, della decorazione ad archetti pensili e delle monofore; rimozione delle varie sovrapposizioni e ripristino del livello originario del pavimento. L'attuale chiesa presenta una pianta basilicale a tre navate suddivise da pilastri e concluse da absidi semicircolari. La navata centrale ha una copertura in legno a travetti, mentre quelle laterali sono caratterizzate da volte a crociera. Il presbiterio è sopraelevato per la presenza di una cripta, adibita ad ossario, che ne occupa lo spazio sottostante. All'esterno della chiesa si possono vedere interessanti tombe medievali e decorazioni con maioliche islamiche; mentre all'interno, tra gli oggetti di maggior interesse, si trovano la copia lignea del Volto Santo di Lucca; una cattedra vescovile (XIII secolo); pregevoli affreschi trecenteschi; la tomba di Gandolfo Guasco (1272); quattro sarcofagi paleocristiani; un Crocifisso ligneo del XV secolo; una tavola cinquecentesca della Vergine col Bambino e i Santi Paragorio, Parteo, Partenopeo e Severino, attribuita a Teramo Piaggio; due tele del savonese Paolo Gerolamo Brusco. Le reliquie di Sant'Eugenio, patrono della citta, sono invece conservate nella duecentesca cattedrale di San Pietro (rivisitata nel XVII secolo) insieme al tesoro.