La Chiesa Russa di Bari, con la sua tipica cupola verde, svetta nel quartiere Carrassi. Realizzata dall’architetto Aleksej Viktorovic Ščusev. Ormai da secoli i pellegrini ortodossi visitano Bari, città sita nel meridione d’Italia, per inchinarsi innanzi alle spoglie del santo più venerato da tutto il mondo ortodosso: San Nicola Taumaturgo. Un gran numero di personaggi celebri come il conte B.P. Sheremetijev, il principe Alessio – il figlio di Pietro I grande, il futuro imperatore dell’Impero russo Nicola II, fece visita a suo tempo alla città di Bari, ma anche gente comune confluì nel capoluogo pugliese arrivando da tutte le città dell’impero. Nonostante le spoglie del santo fossero presenti nella città già da diverso tempo, il vero pellegrinaggio iniziò a svilupparsi solo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Con il passare degli anni l’afflusso di pellegrini ortodossi provenienti da Russia, Grecia e Palestina si fece sempre più grande. Al loro arrivo nella città, però, i forestieri rimanevano delusi a causa della totale assenza di un apparato organizzativo volto alla loro accoglienza e alla mancanza di celebrazioni in rito ortodosso nella basilica di San Nicola. I pellegrinaggi per ortodossi in luoghi sacri all’estero erano gestiti dall’Associazione Ortodossa palestinese cui protettore era l’imperatore Nicola II in persona. Due volte l’anno, durante le feste dedicate al santo, in tutto l’impero russo si raccoglievano offerte destinate alla costruzione di una chiesa russa a Bari. Nel 1913 fu posata la prima pietra. La progettazione della chiesa nello stile architettonico di Pskov e Novgorod fu assegnata al famoso architetto russo A.V. Sciusev. Durante la Prima guerra mondiale i lavori di costruzione non furono sospesi e prima dell’inizio della Rivoluzione in Russia, la chiesa accolse più di 200 pellegrini ortodossi. La costruzione fu completata negli anni 20 del XX secolo.