La pasta con le sarde è un classico della cucina siciliana, originale per l’accostamento dei suoi ingredienti così diversi e contrastanti, ma così bene armonizzati fra loro da dare all’insieme quel gusto inconfondibile, che lo ha reso uno dei più rappresentativi della nostra cucina. L’aroma fresco e selvaggio del finocchietto che avvolge quello forte delle sarde, la nota speziata data dallo zafferano e quella dolce della “passolina” (una varietà di uvetta piccola e leggermente acidulata) e dei pinoli, creano un condimento dal sapore unico, che ben si sposa con i bucatini, pasta che dà al piatto la giusta “rilevanza”. Si narra che ad inventare questa ricetta sia stato un cuoco del comandante Eufemio, intorno al IX secolo d.C. scacciato da Messina con l’accusa di essersi innamorato di una suora e di aver cercato di convincerla ad abbandonare i voti, si rifugiò in Africa dove, covando dentro di se la vendetta, si alleò con i Saraceni, guidando la loro flotta alla conquista della Sicilia, sbarcando a Mazzara del Vallo. Qui il cuoco, non sapendo come fare per sfamare le truppe affamate, pensò bene di adoperare gli ingredienti tipici del luogo che aveva a disposizione, cioè le sarde e il finocchietto aggiungendo lo zafferano che aveva portato con se dalla sua patria, creando così un piatto davvero unico. Al di là di ciò che narra la leggenda, c’è da dire però che l’abitudine di aromatizzare il pesce con il finocchietto selvatico, era già in uso presso i greci e i romani, mentre della pasta sappiamo che probabilmente anche questa arrivò in Sicilia portata dagli arabi, poichè era una buona scorta secca di cibo per l’esercito. E’ tradizione palermitana preparare questo squisito piatto soprattutto per la festa di San Giuseppe.